giovedì 2 marzo 2023

Incontro di Mercoledi 1° Marzo. Visita alla Galleria Palatina


 Qua trovate la recensione della visita di Massimo, che ringraziamo :

Dopo la visita alla Galleria degli Uffizi, il 1 febbraio u.s., eccoci alla visita della Galleria Palatina, estesa per quasi metà del primo piano di Palazzo Pitti (l'altra metà è composta dagli Appartamenti Monumentali, ancora non visitabili a causa dei lavori di messa in sicurezza degli ambienti).

Il gruppo dei partecipanti (vedi Foto 1) è stato modesto, forse anche per il maltempo della mattina che non induceva ad uscire di casa !

Per chi ha frequentato la Galleria degli Uffizi, entrare nella Palatina può sembrargli sconcertante, perché qui i quadri non sono certo disposti per scuole e secondo una stretta cronologia; le opere esposte, notevoli e molte, sono disposte nelle sale come usavasi un tempo nelle case patrizie, ovvero giustapponendole secondo le dimensioni fino alla completa copertura delle superfici delle pareti (Foto 2).


Per cui troviamo dipinti del Rubens accanto ad  una "marina" del Salvator Rosa o una battaglia del Borgognone; ritratti di Van Dyck accostati a ritratti eseguiti dal Tiziano.

Le pitture della Pinacoteca Palatina sono di autori compresi tra il tardo Quattrocento e la fine del Seicento, per cui, tra gli italiani, troviamo Perugino, Filippo Lippi, il già rammentato Tiziano e ancora Andrea del Sarto, Bronzino, Pontormo, Fra' Bartolomeo, Francesco Salviati, fino a Cigoli, Dolci e Barocci.

Il tempo piovoso, purtroppo, ha un po' appannato le belle vedute panoramiche che le finestre del palazzo ci offrono, sia verso il centro della città, sia del Giardino di Boboli.

Terminata la visita alla Palatina, durata circa un'ora, durante la quale lo scrivente e Luca Buttafuoco hanno illustrato e soffermato l'attenzione sulle opere esposte più significative, abbiamo fatto la doverosa pausa caffè presso la Caffetteria del palazzo, sotto il portico di destra del maestoso cortile dell'Ammannati.

Dopo la pausa ci siamo recati presso le sale a terreno del Museo degli Argenti, dove è allestita una mostra temporanea che ha per tema "Eleonora di Toledo", la ricchissima moglie di Cosimo I, figlia di Don Pedro de Toledo, viceré del regno di Napoli, la quale "inventò la corte dei Medici di Firenze"; mostra molto interessante che ci immerge nell'epoca, coi personaggi della corte, le amicizie e la committenza nelle diverse arti.



Mauro Cocchi, il nostro regista, ha seguito tutto l'evolversi della visita di stamattina.

Qua il bel filmato della visita di Mauro 

Crediti:
Massimo Pinzauti recensione e guida della visita, foto
Mauro Cocchi: Filmato
Mauro Cappelli: pubblicazione e gestione del blog

giovedì 16 febbraio 2023

Incontro di Mercoledi 15 Febbraio 2023

  


Ieri era freddo ma soprattutto terribilmente umido. Non ricordo di aver sofferto così dell'umidità. Brutta notizia aspettavamo il ritorno di Renato invece è ricaduto.
Forse per l'umidità, alcuni di noi  preso il caffè e fatta la foto, hanno iniziato a muoversi, altri sono rimasti a gelare.

Da anni non ho "nemmeno un raffreddore"  ma faccio più attenzione alla salute. Da qualche tempo ho "cambiato vita" quasi senza accorgemene sono passato da una vita molto sedentaria ad una piuttosto attiva.
E' stato facile, quasi automatico, muovermi mi faceva sentire meglio nel fisico,  nell'umore, miglioravo anche nel sonno. Più mi movevo più stavo meglio In pochi anni sono passato da una passseggiata quotidiana alla camminata veloce adesso ogni giorno faccio delle "corsette" di qualche centinaio di metri dopo cammino  un po' e altra corsetta… Questa è solo la mia esperienza e  non è detto che vada bene per tutti. Mia moglie prima un po' scettica, adesso anche lei fa delle "corsette" e dice di sentirsi meglio. Se qualcuno due anni fa mi avesse detto le cose precedenti penso non le avrei prese molto in considerazione; invece adesso direi … se me lo avessero detto prima…  

Pochi ci parlano di prevenzione. Quando ci si ammala  ci si cura con i medicinali. Diversi acciacchi dei pensionati potrebbero essere evitati con una efficace prevenzione.

Vi allego il link ad un sito sulla longevità che mi è piaciuto per la serietà e il suo rigore scientifico. All'inizio lo avevo snobbato mi pareva un ragazzino … e devo scusarmi con il "ragazzo".

Questo è il filmato "riassuntivo"    

Questo è il link al canale

 Massimo per il suo compleanno ci ha invitato per un caffè. Lo ringraziamo anche per il suo impegno continuo nel gruppo.

 

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Mercoledi 22 Febbraio alle ore 10,00 siamo  alle Oblate.

La volta precedente alle Oblate. Mai così tanti... :

 


 

sabato 4 febbraio 2023

Incontro di Mercoledi 1° Febbraio : Visita alla Galleria degli Uffizi.

  


Ecco la recensione di Massimo della visita alla Galleria e della quale è stato anche la guida insieme a  Luca:

 

Da molti anni facciamo delle visite turistiche ai monumenti di Firenze e

di altre località: musei e chiese, però non avevamo ancora deciso di

accedere alle Gallerie degli Uffizi; così, dietro richiesta di molti, ho

organizzato la visita alla Galleria degli Uffizi, per mercoledì 1°

febbraio, che puntualmente abbiamo svolto, condotta da me e da Luca

Buttafuoco. Purtroppo molti che avrebbero partecipato volentieri non

hanno potuto raggiungerci per contrattempi vari; ho notato che, ormai,

ciò avviene sempre più di frequente.

 Premesso che una visita accurata della Galleria richiede almeno due

giorni, nel breve tempo di una mattina (circa tre ore e quaranta

minuti)  io e Luca abbiamo cercato di focalizzare l'attenzione sulle

opere principali esposte, che sono già tante, punteggiandole anche con

aneddoti e curiosità relative.

Nei due piani della Galleria (dove al Primo piano sono ancora sale in

allestimento, ma di prossima apertura) sono esposte opere di tutte le

scuole, prevalentemente italiane, dai primitivi (epoca romanica) fino a

tutto il Seicento compreso; tutti i principali Maestri della pittura

sono rappresentati: da Giotto a Lorenzo Monaco, dal Beato Angelico a

Filippo Lippi, da Filippino Lippi a Botticelli, Leonardo, Michelangelo,

Raffaello; le scuole venete con Giovanni Bellini, Giorgione, Tiziano,

Tintoretto, Moroni, sempre rammentando i principali. Le scuole lombarde,

pensiamo a Caravaggio, e ferraresi, quindi, tornando a Firenze, ecco

Vasari, Andrea del Sarto, Pontormo, Rosso Fiorentino, Bronzino e così

discorrendo fino ai Seicenteschi. Scuole olandese-fiamminga e tedesca

con Van de Goes, Durer, Rubens, Van Dick, Rembrandt e tanti altri

artisti da riempire un libro solo con i nomi.

Oltre alle pitture, la Galleria espone nei corridoi una notevole

quantità di statue classiche comprendenti busti-ritratto e figure

intere, prevalentemente di divinità pagane, gruppi scultorei oltre a

sarcofagi decorati da figure in alto-rilievo.

Chi vede questa Galleria per la prima volta ne rimane senz'altro

affascinato e forse anche un po' sgomento se pensa al tempo che dovrebbe

dedicargli per una visita accurata; impressione credo avuta anche dai

partecipanti del nostro gruppo.

 Il clima un po' grigio della giornata ci ha appannato la bellezza di

quei panorami della città che si possono ammirare specialmente dal

secondo corridoio dell'ultimo piano, quello che si affaccia sull'Arno.

 Ancora una volta, l'entusiasmo non è mancato ai partecipanti a

quest'incontro; tra questi è da encomiare il nostro Mauro Cocchi che ha

percorso instancabilmente l'intera Galleria, facendo molte riprese !

Il suo filmato condensa questo importante incontro con una gallerie che

definirei un Tempio dell'Arte.

Qua trovate il filmato di Mauro (Cocchi)

Crediti:
Massimo Pinzauti recensione e guida della visita, foto
Mauro Cocchi: Filmato
Luca Buttafuoco:
guida della visita
Mauro Cappelli: pubblicazione e gestione del blog

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Massimo ha realizzato per noi  un Album dove trovate la raccolta delle foto di gruppo dei nostri incontri di metà mese dal 2018 al 2020  accuratamente annotate e commentate. 
E' un'impressionante carrellata di ricordi e di come eravamo.

Qua trovate l'album 2018 -2020 e la bozza di del 2021-2023.

Ringraziamo Massimo per questo bel regalo ... 



giovedì 19 gennaio 2023

Incontro di "Quelli del Pignone" di mercoledì 18 Gennaio 2023.

 

  

Quando sono arrivato in piazza ho trovato solo Arturo e Luca. Belle chiacchiere come sempre quando siamo in pochi e senza nessuno che vuole intromettersi interrompendo chi sta parlando. Dopo un po' abbiamo concluso che in tre saremmo rimasti. Faceva freddo e umido. Arturo stava cercando di telefonare a Mauro, quando eccolo "sbucare". Probabilmente vittima dei non servizi di AT. Dopo ancora un po' e quando ormai certi di essere in quattro, è giunto Vincenzo. Stando immobili, in quelle condizioni meteo, eravamo tutti raffreddati. Nonostante questo la conversazione era vivace e piacevole argomento: ricordi delle missioni,  anche io ero molto coinvolto. Abbiamo continuato così a lungo. Tutto questo era però nocivo alla nostra salute. Entrati per il caffè non riuscivamo più ad uscire al freddo.
Morali:

- in pochi si parla meglio
...
- quando fa freddo o piove non stiamo troppo in piazza a chiacchiera muoviamoci. Basterebbe  anche solo spostarci, come facevamo, in piazza della Repubblica sotto i portici o cercare un posto al caldo.

Nonostante fossi congelato è stato proprio un bell'incontro.

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Mercoledi 25 Gennaio ci troviamo alla caffetteria dell Oblate alle ore 10,00 per programmare le nostre prossime attività...

venerdì 13 gennaio 2023

Incontro di "Quelli del Pignone" di mercoledì 11 gennaio: Visita al Laboratorio dell'Accademia Bartolomeo Cristofori

 


Primo incontro ufficiale dell'anno. Caffè al Bar di Viale Aleardi. Barista loquace e  insistente a farci pranzare da lui.

La visita all'Accademia. Seguono le mie impressioni il bel filmato di Mauro Cocchi rende molto bene la visita. Luogo suggestivo di "umili origini", ben arredato da mani femminili.

Colpisce all'ingresso  un'oggetto strano: un "pianoforte double face" (due tastiere frontali) con integrata un'arpa e sonagliera.


Devo ammettere che ero un po' scettico quando la nostra guida ha affermato che il fortepiano era stato inventato a Firenze dal cembalaro Bartolomeo Cristofori che lavorava per la famiglia Medici. Pare sia stato proprio uno di principali attori per la diffusione del futuro pianoforte.

I costruttori dei primi pianoforte storici (o forte piano) si erano sbizzarriti nel cercare soluzioni originali. La parte museale della visita permette di vederne diverse.

Molti i problemi tecnici come quello della struttura in legno che doveva reggere lo sforzo di quasi un centinaio di corde metalliche molto tese . In legno e quindi sensibile all'umidità e alla temperatura senza deformarsi (per mantenre l'accordatura).

Il laboratorio di restauro stupisce sia per la complessità dell'attività in se ma soprattutto per la modalità di lavoro "certosina" che oggi  pare impensabile.

Un esempio: la cura per ogni martelletto da riparare richiede, a seconda del metodo originale, la scarnificazione di un piccolo pezzo di pelle specifico di animale da incollare a diversi strati sovrapposti utilizzando il metodo antico d'incollaggio. 
Un'attività, una cultura, da tutelare e conservare.


Come "acustico" al Pignone ho trovato, sostituendo la parola suono a rumore,  diverse analogie con questi strumenti musicali ad esempio: sorgente di energia sonora- via di propagazione - e superficie di emissione.Una visita molto interessante da diversi punti di vista e che stimola considerazioni sociologiche, tecniche, culturali.
Qua trovate il bel filmato del nostro Regista che ringraziamo.

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Seguono le foto di Gianni il "giovane pensionato" a NY: 





    “N.Y. è anche questa: Mi ha rattristato molto vedere così tante persone che vivono per strada, ai margini della società!!!!!!!!! Tutte persone che definirei GLI INVISIBILI,  Gianni Meini”

 


 

 

 


sabato 31 dicembre 2022

Incontro di "Quelli del Pignone" di mercoledì 28 dicembre 2022: Visita al Museo del Treno (H-ZERO)

 

 Recensione della visita di Massimo Pinzauti:

In piazza Ottaviani, a Firenze, nell'edificio che un tempo ospitava il cinema Ariston, è aperto da qualche mese un Museo del Treno con la ragione H-ZERO, nel quale è esposto uno dei più grandi plastici costruiti dai collezionisti di modellistica ferroviaria   (in scala H-ZERO, ovvero HO: la scala modellistica più piccola che consente, comunque, la realizzazione realistica e dettagliata del materiale ferroviario mobile e circolante).

Il plastico si sviluppa su una superficie di circa 280 metri quadrati, composto da ben cinque differenti ricostruzioni ambientali.

A questa mostra eravamo presenti in sette e dato il particolare genere di questa esposizione, non poteva mancare un ragazzo; questo ruolo l'ha ben rappresentato Lorenzo, di dieci anni, nipote del nostro Augusto (Respogliati).

 All'ingresso del Museo troviamo un bel salone con mostra e vendita di modellini di veicoli ferroviari, libri sul tema delle ferrovie e articoli da regalo inerenti.

Passata la biglietteria entriamo nel salone dove è allestito il suddetto plastico.

Come mostrano alcune foto scattate da Eugenio (Stefani), il plastico sorprende per l'ampiezza e per l'accurata riproduzione realistica di ambienti, attività, persone, strade con veicoli eccetera, come certi "presepi monumentali".

Tutto è reso con un realismo stupefacente; tra le tante cose vediamo un paese tedesco, uno scalo merci in prossimità di una via d'acqua, ambienti montani attraversati da gallerie, pascoli, centri urbani nostri con una grande stazione "coperta", simile a quella di Milano, ma resa trasparente.

Circa 70 treni sono movimentati, controllati da un software da TAV, che comanda arrivi, partenze, soste ai semafori col rosso, scambi, eccetera. Unica nota stonata che ho trovato è che i treni viaggiano tenendo la mano destra invece della sinistra! Giusto per confermare il detto che "l'errore è il marchio di fabbrica delle attività umane!"

La realizzazione di questo plastico ha richiesto un enorme lavoro e non indifferenti capacità di quanti hanno contribuito alla sua realizzazione; ho composto un breve filmato che spero dia la sensazione di quanto sopra detto.

 Nella mostra, in due sale al piano superiore, vengono proiettati due interessanti documentari; il primo illustra in breve la storia delle ferrovie e il suo protagonismo nell'arte, soprattutto letteraria e del cinema, specialmente del genere "giallo"; il secondo filmato racconta tutta la storia del "plastico": la sua ideazione, la costruzione, implementazione nel tempo, compreso il trasloco da un precedente sito in Scandicci,  all'attuale sua collocazione.

Indubbiamente è un museo da vedere che può piacere anche a chi non è particolarmente interessato al modellismo e alle ferrovie; sicuramente qualunque visitatore rimane affascinato dalla perfezione delle ricostruzioni ambientali, nei più piccoli particolari e con un realismo sicuramente di alto livello.

 





Per saperne di più è interessante visitare il blog di H-ZERO al link seguente:  https://www.hzero.com/esperienze-corso/la-mostra

 

 

giovedì 15 dicembre 2022

Incontro di Mercoledi 14 Dicembre 2022

 

Solito incontro di metà mese. Molti partecipanti tenuto conto della giornata e dell'influenza imperante.
Fatta subito la foto di gruppo prima delle eventuali diserzioni. Caffè buono dal solito Rivoire.  
Arrivato Renato che ha pensato bene di piazzarsi con l'immancabile bicicletta in modo da ostruire il più possible il passaggio davanti a Rivoire. Arriva anche Stefano (Bartolozzi) mentre inizia a piovigginare. Stefano propone, in modo deciso, di spostarsi sotto  i portici (pare che a Firenze per portici si intenda quelli di Piazza della Repubblica). Lento e pigro spostamento sempre chiacchierando di tutto. Stefano ci saluta e se ne va. Noi continuiamo a chiacchierare sotto la pioggerella in piazza della Repubblica invece che in Piazza della Signoria. Dopo una mezz'ora qualcuno suggerisce di spostarci veramente sotto i portici. Richiacchiere ma ancora più di uno ha preferito rimanere fuori dei portici.
Io avevo ormai i piedi gelati e pare anche altri allora ci siamo mossi verso la stazione. La pioggerella era cessata.
Sembrerebbe un incontro un po' così, ma quelle chiacchiere ci volevano e ci hanno fatto stare bene. In fondo l'incuranza della pioggia ne è la prova.

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Mercoledi  21 Dicembre ci troviamo ore 10.00 alla Caffettteria delle Oblate per organizzare i prossimi incontri.

 

 

domenica 11 dicembre 2022

"Quelli del Pignone": Pranzo di Natale 2022

 



 Ero convinto che il primo "Pranzo di Natale" fosse quello del 2015 invece è "saltato fuori"  uno del 2014.  Guardando le foto del nostro primo Pranzo mi ha sorpreso chi fossero i partecipanti.  Di qualcuno di loro mi ero quasi scordato.

Quel giorno avemmo l'idea di tornare dal circolo a Firenze a piedi. Qualcuno pensava che non ce l'avremmo fatta invece… Così anche quest'anno la tradizione si è ripetuta.

Mangiare insieme è sempre un qualcosa di speciale.  Socialmente, particolarmente positivo. Le signore, numerose,  hanno socializzato a modo loro.

Facendo un'eccezione al mio normale regime alimentare  mi sono lasciato andare ed ho gustato ogni piatto con molto piacere.

 Eravamo in 31 probabilmente il maggior numero di sempre.

A sorpresa un ex collega (Paolo Castellani) ha pensato di pranzare al circolo ed è rimasto sorpreso più di noi di incontrare tanti colleghi.

Presi dal pranzo ci siamo scordati della foto di gruppo ma abbiamo rimediato dopo fotografando le due uscite del circolo. 

Dispiace per Arturo che aveva preparato, come suo solito, una simpatica sorpresa (vedi dopo) ma è stato bloccato a casa a causa del nipote. 

La passeggiata di rientro: come al solito piacevole e benefica. Il meteo, incerto la mattina, ha pensato bene di volgere al sereno per non smentire la tradizione. Così abbiamo avuto a disposizione panorami ancora più suggestivi.
Il percorso di ritorno ha previsto una variante, siamo  scesi a Firenze per l'erta canina.

 


Mauro (Cocchi)  ha realizzato il suo solito bel filmato del pranzo e lo stesso Massimo per la passeggiata di ritorno.

Segue la sorpresa di Arturo, da notare la vignetta della Pigna con gli stabilimenti del Pignone :




 

sabato 10 dicembre 2022

Incontro di Luca Buttafuoco e Massimo Pinzauti con Dottor Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi.

 


             L’incontro, organizzato a nostra insaputa, dai colleghi pensionati Pierluigi Mina e Vincenzo Toscano, ha avuto luogo puntualmente alla data e all’ora secondo la comunicazione ricevuta dalla segreteria della direzione delle Gallerie degli Uffizi (ricordiamo che il nome indica tutto quel complesso composto dagli Uffizi, da Pitti con i suoi Musei e Giardino di Boboli).

            Accolti all’ingresso dagli addetti della Galleria, siamo stati accompagnati in un’aula attrezzata per le videoconferenze, l’auditorium Vasari, dove, trascorsi pochi minuti, ci ha raggiunti il Dottor Eike Schmidt  con l’efficiente segretaria Monica Alderotti.

            Luca ed io ci siamo presentati, illustrando il nostro curriculum di studi e la nostra professione a lungo esercitata nella nota industria fiorentina Nuovo Pignone.

            Ricevuti dunque molto affabilmente dal direttore, abbiamo manifestato la nostra passione per l’arte e la storia e reso evidente quanto siamo partecipi alle visite museali, spesso guidando i nostri ex colleghi, ora pensionati come noi, e in particolare il nostro affetto per le Gallerie degli Uffizi.

            Per il Giardino di Boboli  è iniziata dal settembre scorso una strategia di manutenzione, più efficace e continua, che di primavera in primavera saprà ridare al parco quello smalto che si era un po’ appannato negli ultimi tempi.

            Nell’area delle ex Scuderie Reali, prossime al suddetto giardino, l’edificio delle Pagliere sarà adeguato ai fini espositivi: senz’altro una scelta fortunata, considerando l’enorme mole di opere d’arte del patrimonio artistico fiorentino che giace nei depositi per la carenza di spazi.

            Altra lieta notizia è la ormai prossima apertura, al primo piano degli Uffizi, delle nuove sale che esporranno (da supporre finalmente in maniera ben leggibile) la Collezione degli Autoritratti, un vero unicum di questa galleria; Eike ci ha anche illustrato come la collezione fu trasferita nel passato da una sala al secondo piano (quella oggi di Leonardo) a delle sale al piano inferiore (prossime al Gabinetto dei Disegni e Stampe), ma dal dopoguerra non più fruibile. Ricordiamo anche noi, infatti, che solo una piccola parte degli autoritratti era esposta nel Corridoio Vasariano, alla sua riapertura al pubblico nei passati anni 70, ma la collocazione in quell’ambiente risultava alquanto pietosa, per lo scarso numero delle tele e l’inadeguatezza della struttura.

            Noi che frequentiamo da decenni quei musei che oggi sono compresi con la ragione di Gallerie degli Uffizi, abbiamo osservato negli ultimi anni un’efficace innovazione nella riorganizzazione delle collezioni, volta a consentire la migliore fruizione delle opere esposte e a guidare il visitatore attraverso la storia dell’arte (agli Uffizi, in particolare); riorganizzazione che si avvale anche di alcuni scambi con la Galleria Palatina, sia pure con difficoltà oggettiva di trovare gli spazi opportuni: quasi un “gioco del 15” !

            Ringraziamo, anche in queste righe di commento, il Direttore Eike per la sua disponibilità e cordialità nel riceverci, considerando la molteplicità degli impegni che il suo ruolo impone, e gli auguriamo che possa continuare nella sua opera fino a vedere il completamento dei “lavori in corso”, per sua soddisfazione, ma anche per la nostra.

            Un ringraziamento è dovuto anche ai nostri due amici pensionati, Pierluigi Mina e Vincenzo Toscano, per l’idea avuta di organizzarci un incontro con Eike e per aver operato con perseveranza fino alla riuscita del loro intento.

venerdì 2 dicembre 2022

Incontro di Mercoledi 30 Novembre 2022 Visita al Museo di S. Maria Novella con i Chiostri.

  


Segue il resoconto della visita di Massimo. Nostra incomparabile guida, che non ringrazieremo mai abbastanza:

 Nella mattina di oggi, 30 novembre 2022, soleggiata, ma battuta dal gelido vento di tramontana, abbiamo concluso la seconda e ultima puntata della visita al fiorentino complesso monastico domenicano di Santa Maria Novella.

La prima puntata, come è noto, era dedicata alla basilica vera e propria (svoltasi il 26 ottobre u.s.), mentre quella di oggi è dedicata ai Chiostri e al Museo.

L'attuale percorso di visita prevede l'ingresso dalla Piazza della Stazione, accedendo direttamente al Chiostrino dei Morti, dove erano sepolti i monaci di questo convento, in terra, ma col tempo, già dal Trecento divenne corredato di cappelle gentilizie alcune delle quali conservano affreschi dell'Orcagna e del Giottino.

Per un corridoio, anch'esso con sepolture, si accede al più noto Chiostro Verde, così detto per il colore prevalente degli affreschi che lo decorano, in monocromo, con scene della Genesi; di questo ciclo di affreschi, quelli delle prime quattro campate sono di Paolo Uccello (Pratovecchio, 1397 - Firenze, 1475), ma oggi, dopo restauro,  esposte nel Museo; nelle altre campate gli affreschi sono di autori ignoti, sempre dello stesso periodo, rimasti in loco, anch'essi restaurati  ma ormai pressoché illeggibili.

Dal suddetto chiostro si accede alla Sala del Capitolo (che è anche una cappella dove si può officiare la messa), maestosa aula a pianta quadrata con soffitto a volta composto di quattro svettanti  vele, capolavoro dell'architetto fra' Jacopo Talenti, finanziato per lascito testamentario dal ricco Buonamico Guidalotti, eretto tra il 1345 e il 1355; l'ambiente oggi è più noto col nome di Cappellone degli Spagnoli da quando fu concesso al seguito di corte di Eleonora di Toledo, moglie del primo granduca mediceo Cosimo I.

Ritengo questo ambiente il più importante di tutta l'area dei chiostri conventuali; interamente affrescato nel 1366 da Andrea di Bonaiuto (detto anche Andrea da Firenze, noto dal 1343, + 1377). Gli affreschi delle quattro pareti e delle quattro vele della volta, narrano, cominciando dalla Crocifissione di Gesù e sua Resurrezione, da cui nasce il Cristianesimo, l'"Azione apostolica" dei monaci Domenicani, come protettori della Fede ortodossa e combattenti le forme di eresia sorte nei tempi, contro le quali diventa vitale lo studio dei dogmi della Fede cristiana attraverso i Dottori della Chiesa. L'ordine domenicano stesso, detto anche dei Predicatori, fondato da San Domenico (Caleregua, Vecchia Castiglia, 1170 - Bologna, 1221), ha dato alla Chiesa uno dei suoi sommi dottori con San Tommaso d'Aquino (Roccasecca, presso Aquino, Napoli, 1225 - Abbazia di Fossanova, Roma, 1274), detto il" Dottore angelico", al quale è dedicata un'intera parete del Cappellone, dove si riassumono tutte le discipline che compongono la "Sapienza" teologica e delle Scienze.

Nelle battaglia contro l'eresia non sono mancati i martiri di quest'ordine e nel Cappellone, un'altra parete, narra la storia di San Pietro Martire, coetaneo di San Tommaso d'Aquino, che morì in una aggressione nella foresta di Seveso, verso Berlessina, nel 1252.

Usciti dal Cappellone, per l'atrio o corridoio delle "quattro porte" si accede nel Chiostro Grande, rettangolare, circondato da un deambulatorio con 54 colonne, che conserva nelle sue lunette un vasto ciclo di affreschi eseguito prevalentemente tra il 1581 e il 1584,  narrante le storie dei maggiori esponenti dell'ordine domenicano, iniziando dal suo fondatore San Domenico, poi San Pietro Martire, San Tommaso d'Aquino,  il nostro vescovo Sant'Antonino (Antonino Pierozzi, Firenze, 1386 - 1459) ed altri ancora; gli affreschi furono eseguiti dal Poccetti, Santi di Tito, Giovanni Maria Butteri, Giovanni Balducci ed altri.

Ha completato la visita il Museo, allestito nella ex Cappella dei Magi, patrocinata dalla famiglia degli Ubriachi, e dal Refettorio nuovo: ambienti a terreno, disposti nel braccio che separa il Chiostro Verde dal Chiostro Grande. Il Museo conserva arredi e suppellettili sacri, i quattro affreschi di Paolo Uccello, un tempo nel Chiostro Verde, un'"Ultima cena" di Alessandro Allori ed un'altra della domenicana suor Plautilla Nelli.

Nel corso della visita ho cercato d'illustrare brevemente le principali vicissitudini edili avvenute nel complesso monastico, tra le quali le demolizioni progressive subite prevalentemente al lato settentrionale del complesso, per l'apertura della piazza della stazione Maria Antonia, prima, e dell'attuale Stazione, poi, oltre ad altri  guasti causati dalla costruzione della Scuola dei Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri.

Suggerisco, per quanto riguarda il Chiostro Grande e l'evoluzione nel tempo dell'area di Piazza della Stazione, di leggere la mia guida "Il Chiostro Grande e il Quartiere Papale", che compilai dopo la visita collegiale che abbiamo fatto il 4 gennaio 2017, quando il Chiostro Grande fu restituito al pubblico.

L'attenzione prestata dai partecipanti di oggi, come a quella della puntata  precedente, mi fa pensare che la visita abbia colto l'interessamento di  tutti.

Il filmato del nostro Cocchi celebrerà anche questa mattinata trascorsa insieme. 

Ringraziamo Massimo e il nostro Regista Mauro (Cocchi).

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Ricordo che entro Domenica 4 Dicembre gli interessati devono comunicare la loro partecipazione al PRANZO DI NATALE 2022.

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Seguono le belle foto di Gianni della sua visita a NY.