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Creazione di Vincenzo ...
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Incontro canonico di metà
mese. Dispiace per gli amici fuori comune ….anche se c'è chi arriva lo stesso…
Sarebbe stato un incontro,
come sempre molto piacevole, ma senza eventi
particolari se non fosse arrivato Renato con la sua bicicletta. Quando
ha tirato fuori uno smartphone non ho
creduto ai miei occhi.
Bisogna sapere che l'oggetto di frequenti discussione tra noi due è la sua ostinazione
a non voler abbandonare il suo antico telefonino. Io lo vedevo come un rifiuto indiscriminato verso la tecnologia. Discussioni vivaci e senza il minimo cedimento da una delle
due parti. Per questo sono rimasto sorpreso. Conoscendo Renato sono certo che se
riuscirà a superare i primi momenti di disorientamento ne farà un ottimo uso.
Massimo ha documentato l'incontro
con le sue riprese e Mauro (Cocchi) ha fatto il montaggio musicato ecc. Risultato Questo ottimo video.
Anche in questi momenti particolari
i nostri incontri sono sempre allegri e
soddisfacenti come al solito, vorrà significare qualcosa ?
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Una "gustosa storiella"
che ho ritrovato …dalle MEMORIE DI CARLO GRECO
C’ERA UNA VOLTA, e forse non c’è più, un ufficio
commerciale al piano terra di DIG1. La
stragrande maggioranza dei dipendenti, molto giovani, di tanto in tanto non
rinunciavano a far crocchio per commentare e disquisire su qualsiasi cosa.
C’era un'atmosfera cameratesca, siccome
caserma.
Fra loro c’era un aitante giovane, che alle chiacchiere
preferiva la lettura e spesso, quatto quatto, prendeva il quotidiano di un
collega e si appartava nella quiete del WC.
La cosa era risaputa, così quella volta successe che
un collega del crocchio, quatto quatto pure lui, lo seguì per rientrare dopo qualche
minuto, annunciando che di li a poco ci sarebbe stato da ridere.
E tutti in attesa di scoprire come mai.
E non c’era molto da spiegare quando il
"lettore" rientrò facendo l’indifferente, guardando gli amici uno ad
uno con un mezzo ghigno, ingoiando il rospo, ma non era inc..to. Era bagnato
fradicio dalla testa ai piedi; era stato gavettonato!
Rimise il giornale dove l’aveva preso, anche quello
bagnato fradicio. Si tolse il pullover e
l’appese fuori dalla finestra (era bella stagione); e si mise a ridere e
commentare insieme agli altri che appellò "branco di str...i"
In quel momento nel corridoio centrale della sala
passava il Capo che rientrava nel suo
ufficio (il classico cubo di vetro con pianta) mugugnando di disapprovazione
per la caciara. Appena che ebbe superato il crocchio dando loro le spalle uno,
(lo stesso del gavettone?) si spostò nel corridoio e gli fece un corposo gesto
dell’ombrello. Tempo di sedersi alla
scrivania, si sentì il Capo: Sig. Xy, le vorrei parlare.
Il Capo, andando verso il suo cubo di vetro, aveva
visto il corposo gesto dell’ombrello riflesso nel vetro.
Con quali conseguenze se ne è persa memoria, insieme
ad altri dettagli che i due protagonisti potrebbero puntualizzare quando li
incontreremo nuovamente.
Al primo collega era associata la frase: " E vi
prometto cinque cose...!"
Al secondo: "Keine
Gegestaende aus den Fenster werfen !"
Non è un quiz. Gli amici li riconosceranno.
Quante altre storielle come
questa potremmo raccontare, sicuramente centinia basta fare come Carlo e le
troverete nel blog. Anche queste fanno parte della storia del Pignone.