martedì 7 aprile 2026

Incontro di Lunedì16 Marzo 2026 : Visita al Museo dei Medici

 

Foto 1

Segue la recensione della visita di Massimo :

Creare un museo dedicato alla famiglia dei Medici di Firenze non è certo facile; una famiglia che ha governato, con diversi titoli, a Firenze e poi sulla Toscana (escluso il ducato di Lucca) per 300 anni. Il vero Museo, sebbene diffuso, ci è offerto da Firenze in primis e dalla Toscana con i suoi palazzi e ville, gallerie e musei vari.

Quello allestito da qualche anno negli ambienti superstiti del Monastero di Santa Maria degli Angeli, comprendente anche la Rotonda del Brunelleschi, ci dà comunque una certa conoscenza di questa storica e importante famiglia.

Pur essendo un museo di nicchia, la foto di gruppo (Foto 1) ci mostra una rilevante partecipazione dei pensionati di “Quelli del Pignone”.

Il Museo fu fondato nel 2019 in occasione delle manifestazioni per il cinquecentenario della nascita di Cosimo I e di Caterina de’ Medici; inizialmente ebbe sede nel Palazzo Sforza-Almeri (in via dei Servi, angolo con via del Castellaccio), poi dal 2023 è collocato, come detto sopra, nella Rotonda del Brunelleschi e nell’ex Monastero camaldolese di Santa Maria degli Angeli (Foto 2) restituendo così fruibili al pubblico anche questi due siti storici. 

Foto 2
La Rotonda è un edificio a pianta ottagonale la cui costruzione fu avviata da Flippo Brunelleschi nel 1432 ma sospesa nel 1437 (data scolpita su un’architrave in pietra, dell’epoca) e doveva essere una cappella collegata al monastero camaldolese; tale costruzione era sovvenzionata da un lascito di Filippo Scolari, detto anche Pippo Spano, nato a Tizzano (prossimo a Firenze) nel 1369 e morto a Lippa, in Ungheria, nel 1426.

Dall’Enciclopedia Universale Rizzoli-Larousse (ediz. 1971) abbiamo la seguente biografia, in breve, di questo mecenate.

[ Al servizio di Sigismondo di Lussemburgo (che lo creò conte – ispàn, da cui il soprannome – di Temesvàr, odierna Timisoaral), combatté in Italia contro Carlo III di Durazzo e in Serbia contro i Turchi (1411-1412, costituzione del despotato di Serbia). In Italia la campagna militare più rilevante fu condotta dallo Spano durante la guerra tra Venezia e Sigismondo (1411-1413): a capo di un esercito boemo-magiaro conquistò Udine, guidò scorrerie fino a Verona, alle porte di Trieste (Muggia) e in Dalmazia; venne fermato però dai Veneziani guidati da Carlo II Malatesta che lo batté tra la Livenza e il Tagliamento (agosto 1412), sicché Pippo Spano dovette ripiegare a Belluno. Le operazioni vennero interrotte per la tregua dell’aprile 1413. Il re Sigismondo si servì del condottiero (che sposò Barbara di Ozora) come ambasciatore a Roma, governatore generale dell’Ungheria (dove svolse proficue attività bancarie), e suo rappresentante al concilio di Costanza. Un suo celebre ritratto è stato dipinto, verso il 1450, da Andrea del Castagno (oggi alla Galleria degli Uffizi). ]

Una vita complessa che suggerisco di leggere più dettagliatamente nel Dizionario Biografico degli Italiani (della Treccani) al seguente link

https://www.treccani.it/enciclopedia/filippo-scolari_(Dizionario-Biografico)/

Tornando alla Rotonda, non ho trovato la data in cui fu terminato l’edificio ottagonale, però dalla “Nova pulcherrimae civitatis Florentiae topographia accuratissime delineata” di Firenze fatta da Stefano Buonsignori, del 1584, lo vediamo completato (vedi sempre in Foto 2).

La destinazione dell’edificio è variata nel tempo; nell’800 ebbe il suo studio lo scultore Pazzi, responsabile della statua a Dante in Piazza Santa Croce e del monumento al Savonarola, oggi nella omonima piazza.

Foto 3
Entrati nella Rotonda (Foto 3) si osserva che, approfittando della pianta centrata dell’edificio con vani disposti radialmente destinati in origine a fungere da cappelle (meno uno per l’ingresso dalla piazza), in ognuno di questi vani è allestito con testimonianze documentarie e oggettistiche della famiglia medicea, come genealogie, libri biografici, illustrazioni concernenti le promozioni o mecenatismo per lo sviluppo delle arti e delle scienze (Foto 4).

Foto 4

Usciti dalla Rotonda ci siamo recati lungo via degli Alfani dove al numero 39 entriamo nell’ex monastero di Santa Maria degli Angeli, con ingresso dalla chiesa. Fu questo luogo prediletto da Cosimo il Vecchio e polo centrale dell’umanesimo fiorentino, dotato della più prestigiosa biblioteca umanistica del mondo. Guidato dal priore Ambrogio Traversari, grande erudito e figura di riferimento della politica culturale medicea, il monastero divenne un’ambiente di studio, traduzione e confronto internazionale, teatro degli incontri che accompagnarono il Concilio di Firenze del 1439.

Tra le sue mura operarono artisti, maestri, del primo Rinascimento: Lorenzo Monaco (al secolo Piero di Giovanni, nato a Siena o Firenze nel 1370 ca. e morto a Firenze nel 1425) che fu lì maestro del Beato Angelico (Fra’ Angelico ovvero Giovanni da Fiesole, al battesimo Guido di Pietro, nato a Vicchio nel 1395 circa e morto a Roma nel 1455).

Foto 5

L’aula della chiesa (Foto 5), ben conservata, è impiegata nel contesto museale come area per le mostre temporanee; al momento della nostra visita la mostra era dedicata ad uno dei personaggi della famiglia medicea: Claudia (1604-1648), figlia del Granduca di Toscana Ferdinando I, sorella di Cosimo II e zia di Ferdinando II; ebbe un ruolo importante nella storia della famiglia per la discendenza che derivò dai suoi due matrimoni (vedasi la genealogia nella foto successiva): con Federico Ubaldo della Rovere, duca d’Urbino, e poi con Leopoldo V Arciduca d’Austria e conte del Tirolo (Foto 6).

Foto 6

Foto 7

Dalla porta laterale della chiesa si passa nel bel chiostro (Foto 7), detto degli Angeli, disegnato da Bartolomeo Ammannati (Settignano, 1511 – Firenze, 1592) e dal quale si vede la parte aerea dell'elegante campanile. Le lunette sotto i portici, commissionate dall’abate Silvano Razzi, sono affrescate con le “Storie della Genesi”, affidate a Bernardino Poccetti (Bernardo Barbatelli, Firenze 1548 – ivi, 1612), nel braccio al lato chiesa, mentre gli affreschi delle altre lunette illustrano “Storie di San Romualdo”, fondatore dei Camaldolesi, e furono affidate ad Arsenio Mascagni (Firenze, 1579 – ivi, 1637, frate Servita) e Bernardino Monaldi (incerti luogo e data di nascita, visse a cavallo del ‘500 e ‘600).

Foto 8

Sempre nel chiostro, sopra le dieci porte che si aprono nel porticato, sono collocati busti in marmo che rappresentano personaggi in parte della sfera sacra dei camaldolesi (San Romualdo, fondatore, o il celebre priore e umanista Ambrogio Traversari) e in parte a figure del culto cristiano come San Giacomo, la Vergine, Gesù Cristo e il Padre Eterno (Foto 8).

Le sculture furono sempre commissionate, come gli affreschi, dallo stesso abate Razzi il quale affidò l’esecuzione delle opere a Giovanni Battista Caccini (Firenze ?, tra 1559 e 1562 – Firenze, 1613), allievo del Giambologna, per otto busti, mentre gli altri due furono eseguiti da Pietro Francavilla (Pietre Franqueville, nato a Cambrai, Francia, 1548 e morto a Parigi, 1616) collaboratore del Giambologna nelle esecuzioni marmoree; quest’ultimo scolpì il busto del Traversari e quello di san Romualdo. Questa è senz’altro una serie di sculture che dimostrano l’altro livello artistico raggiunto in questo periodo di grande prosperità medicea e dello stato.

Foto 9

Dal chiostro si accede al Refettorio (Foto 9) dove nella parete di fondo è affrescata una “Ultima Cena” da Ridolfo del Ghirlandaio (Firenze, 1483 – ivi, 1561) , figlio del più celebre Domenico. La scena che ci si presenta, dipinta nel 1543, è manifestamente ispirata da quella affrescata da Andrea del Sarto nel 1527, ovvero sedici anni prima, come si palesa nel confronto espresso nella foto suddetta; disposizione degli Apostoli e loro atteggiamenti, nonché l’architettura della sala apparecchiata sono sorprendentemente simili tra i due affreschi.

Foto 10

Sempre dal chiostro, per una porta opposta a quella per la quale siamo entrati nel Refettorio, si accede alla Capella Ticci (Foto 10), destinata a mausoleo di questa famiglia di Figline Valdarno della quale Crisostomo Ticci fu un importante abate del monastero e la sua sepoltura è indicata dalla lapide nel pavimento della cappella. La cupola con la “Gloria di Dio Padre” è affrescata da Bernardino Poccetti e dello stesso autore è l’affresco alla parete opposta all’altare con «Giuseppe tentato dalla moglie di Putifarre». Sull’altare la pala centrale rappresenta «Resurrezione del figlio della vedova di Nain» di Giovanni Battista Mossi (1567 / 72 – notizie fino al 1601), mentre le due tavole ai lati raffigurano “San Matteo” e “San Francesco” dipinte da Giovanni Balducci, detto Il Cosci (Firenze, 1560 – Napoli, 1631).


Con questa cappella termina anche il percorso attuale della visita al Museo; detto attuale perché è in allestimento una biblioteca per l’esposizione di molti libri d’antiquariato del patrimonio mediceo, per cui diventeranno fruibili ulteriori ambienti dell’ex monastero. Speriamo, in un futuro prossimo, che tale espansione possa renderci fruibile anche un altro chiostro del convento confinante con il lato sinistro della chiesa.


Comunemente si associa la famiglia Medici al mecenatismo nel campo delle arti figurative, dell’edificazione, della filosofia e della letteratura, ma spesso sfugge anche l’interesse che hanno avuto per le scienze, specialmente al tempo del granduca Ferdinando II. È in quel periodo che il granduca, assieme al fratello cardinale Leopoldo, promuove la creazione dell’Accademia del Cimento: la prima accademia scientifica ad applicare il metodo sperimentale di Galeo Galilei. Il motto dell’Accademia era appunto: “Provando e Riprovando”, però non nel senso della reiterazione di tentavi, ma approvando (qui il significato di provando) ciò che sperimentalmente è verificato e rifiutando (riprovando) ciò che la sperimentazione non conferma.

Foto 11

L’Accademia del Cimento attivò proprio in questo monastero di Santa Maria degli Angeli il primo osservatorio meteorologico al mondo, limitato alla misurazione della temperatura dell’aria, quotidianamente, dal 1654 al 1670, grazie ai termometri ideati dagli scienziati di quell’Accademia. Nel chiostro è ricordata questa attività in un pannello in cui sono riportate le temperature record, massime e minime, osservate nel periodo di attività suddetto (Foto 11). Leggendo i valori, pur ammettendo qualche incertezza di misura dovuta ai primi termometri, si direbbe che anche nel ‘600 il clima aveva le sue stranezze.


Il Museo dei Medici, nell’intento dei fondatori, non è solo un centro espositivo della storia della famiglia, ma vuol essere anche un centro di divulgazione e di studio e, quindi, è proprio con questo intento che vengono organizzate mostre temporanee a tema. Per saperne di più invito a consultare il sito del Museo al link


La visita al Monastero degli Angeli mi ha suscitato molto interesse; probabilmente porterò avanti lo studio per scriverne una “guida”.

Ringraziamo Massimo per tutto il tempo che dedica al nostro Gruppo.

Alla recensione di Massimo mi viene naturale aggiungere una riflessione personale. Da oltre dieci anni coltivo un interesse costante per la storia del paese natale di mia madre, un percorso che mi ha portato a entrare in contatto con le vicende della famiglia Medici.
Recentemente avevo già condiviso un breve riassunto sulla famiglia Comandi, originaria proprio di quel luogo, che ebbe rapporti diretti con i Medici nel periodo di Lorenzo il Magnifico e di suo padre Piero.
La novità più significativa è però emersa da poco: presso l’Archivio di Stato di Firenze ho individuato un protocollo notarile redatto da un membro della famiglia Comandi. Si tratta di un documento di grande interesse, che sembra delineare in modo concreto le vicende familiari e i loro legami con importanti casate dell’epoca, tra cui Medici, Scala, Visconti e Alberti.
Sto approfondendo queste scoperte con grande entusiasmo: ogni nuovo dettaglio contribuisce a rendere questo percorso di ricerca sempre più coinvolgente.
Qua trovate il link al materiale già condiviso.

Mauro Cappelli


mercoledì 25 marzo 2026

Incontro del 4 Marzo 2026 : Passeggiata tra le torri di Firenze

 


Incontro del  4 Marzo 2026 : Passeggiata tra le torri di Firenze ideata e guidata da Luca Buttafuoco

Segue la recensione della "passeggiata tra le torri di Firenze" di  Luca :

Il 4 marzo abbiamo effettuato una passeggiata a naso in sù alla scoperta delle torri della Firenze medioevale. Ci siamo ritrovati in piazza Salvemini ed entrando in piazza di San Pier Maggiore subito ci hanno impressionato le grandi torri di Corso Donati, vero è proprio castello urbano posto a controllo e difesa delle proprie case presso quella che era la porta per il Valdarno sede originaria dei Donati. Passate le più modeste ed alquanto trasformate torri dei Pazzi di Valdarno e degli Albizi abbiamo preso il tradizionale caffè al cospetto della torre della Castagna...e poi una sfilata di torri: quella dei Sassetti, degli Alepri, dei Galigai, dei Cerchi, dei Ricci, dei Donati, dei della Bella, dei Visdomini, degli Adimari, dei Monaldi e via e via. Un tuffo nella storia fiorentina! Di fronte a tale abbondanza qualcuno ha detto: San Gimignano impallidisce. In effetti a Firenze ci sono almeno una sessantina di torri ancora identificabili, altre sono solo fantami. Pare che in tutto fossero circa 250, ma alcune avevano più di un nome.

Viste poi la torre dei Macci, nella nascosta piazzetta dei Tre Re, le torri ancora svettanti dei Buondelmonti, Acciaioli, Baldovinetti, Consorti e quella degli Amidei parzialmente ricostruita dal moncherone rimasto, si è passato l’ Arno per vedere quelle dei Mannelli e dei Rossi d’Oltrarno che dominano ancora il trivio allo sbocco del Ponte Vecchio. Questa zona, come Por Santa Maria, ha avuto notevoli danni dalla guerra con la scomparsa non solo di torri e palazzi medioevali ma anche sconvolta da una ricostruzione affrettata. Infine in borgo San Jacopo con quelle rimaste, dei Belfredelli, dei Ramaglianti, dei Barbadori e dei Marsili si è chiusa la nostra visita, salutandoci al ponte a Santa Trinita.

Massimo ha inviato un suo commento alla visita e un bellissimo fimato :

Quante volte passeggiando per le strette vie del centro storico, quelle cioè non modificate dalle opere di “risanamento” e ampliamento dell’800, abbiamo notato si e no la presenza di tante torri ancora esistenti in quell’area della città che era compresa all’interno del perimetro della penultima cerchia comunale?

Ebbene, una passeggiata ben ideata e guidata dal nostro pensionato e amico Luca ci ha fatto immergere in quel medioevo in cui si completava l’inurbamento di quanti presero ad abitare nella città, provenienti dall’esterno, spesso a gruppi di famiglie amiche, ma che la natura umana rendeva nemiche di altre famiglie.

Così nacquero le “Torri di difesa”.

Pensando a quante lotte intestine esplosero nel XIII e XIV secolo in città, con relative distruzione degli edifici degli sconfitti, poi alluvioni, incendi e guerre, è sorprendente vedere quante di quelle antiche torri siano ancora lì, svettanti nel cielo

Ringraziamo calorosamente Luca per il suo impegno per questa molto interessante passeggiata; con l'auspicio di ripetere passeggiate simili con soggetti diversi che a Firenze non mancano.

Un altro caloroso ringraziamento per il bel filmato di Massimo, filmato che richiede molto più impegno di quello che si pensi...

Link al filmato di Massimo

 Seguono due allegati di Luca :









lunedì 23 marzo 2026

Incontro di mercoledì 18 Marzo 2026

 


Gli incontri di metà mese, sono sempre molto partecipati ma sfuggono a una descrizione lineare. Il brusco calo delle temperature, accompagnato da un vento sostenuto, ha riportato un clima più invernale.

I consueti gruppi si sono formati rapidamente, dando vita a discussioni vivaci e spesso sovrapposte.

In questo contesto ho provato, invano, ad accennare della prossima conclusione di un documento su Filippo da Valsavignone, famoso solo per me.

Filippo da Valsavignone e la sua famiglia. Dopo anni di ricerche all’Archivio di Stato di Firenze e alla collaborazione di uno storico locale per la trascrizione delle quasi cento lettere di Lorenzo il Magnifico o a lui dirette. Vincendo la pigrizia ho finalemnte messo insieme le molte informazioni. Il documento nasce in un formato semplice con l’intento di stimolare una maggiore consapevolezza storica nei pochi abitanti di quel territorio.

In effetti è sorprendente che da quel luogo siano arrivati a Firenze: un professore di Grammatica, insegnante allo Studio fiorentino con alunni come Marsilio Ficino e Piero di Cosimo. Un segretario personale appunto di Piero ìl Gottoso che ha vissuto quotidianamente per anni nel palazzo di via Larga diventando un confidente di Lorenzo e di Lucrezia, la moglie di Piero. Infine suo fratello Capitano di Pistoia e poi Bargello di Sansepolcro.

Ho assistito anche ad una conversazione di Marco Casini su un gioco STEM ma come sempre la conversazione è durata circa un minuto prima di essere interrotta da qualcuno che aveva voglia di dire la sua…Quindi non ho capito quasi niente del discorso di Marco che per fortuna ha pensato bene di mandarci un filmato sul suo gioco esperimento..

Qui trovate il gioco Marco e il mio documento su Filippo.

Link al filmato di Marco

Link al documento su Filippo 






lunedì 23 febbraio 2026

Incontro del 18 Febbraio 2026

 


L’incontro di metà mese, dopo diverse settimane di pausa, è stato particolarmente sentito.

Quando si incontra l’interlocutore “giusto”, è naturale orientare la conversazione verso temi che ci stanno a cuore. In questo caso, avevo davanti una persona che condivideva sensibilità e interesse: come spesso accade nelle conversazioni vivaci, è stato interrotto più volte. Ho cercato di riprenderlo appena possibile. il tema era l’esercizio fisico. Il collega mi è parso sinceramente interessato, ma una nuova interruzione — questa volta decisamente straordinaria — ha sospeso ancora il discorso: una sfilata in costume in piazza, con trombe, tamburi e perfino cannonate.

Riprendo adesso il filo e racconto la mia esperienza personale. Intorno ai 70 anni ho modificato in modo deciso alcune abitudini consolidate, tra cui quella — dominante — della sedentarietà. Per decenni avevo trascorso la maggior parte del tempo seduto. Solo approfondendo la letteratura scientifica sul tema dell’invecchiamento ho compreso che tale stile di vita mi avrebbe verosimilmente esposto alle tipiche patologie croniche dell’età avanzata, molte delle quali, almeno in parte, prevenibili.

Ho iniziato con la camminata. Tuttavia, emergeva con chiarezza che per ottenere benefici significativi fosse necessario mantenere un’intensità adeguata. “Camminare veloce” è un’indicazione generica: ciascuno ha la propria velocità ottimale. Se si procede troppo lentamente lo stimolo è insufficiente; se si eccede, sopraggiungono affaticamento e abbandono.

Ho assunto come riferimento la frequenza cardiaca, cercando di superare stabilmente i 90–100 battiti al minuto. Nei primi mesi vi riuscivo con relativa facilità; successivamente, per effetto dell’adattamento fisiologico, ciò diventava meno immediato. Ho quindi introdotto brevi tratti di corsa, fino a stabilizzare un nuovo equilibrio.

Oggi, da anni, “corro” quasi quotidianamente circa 3 km a una velocità compresa tra 9 e 10 km/h. È diventato il mio standard personale, compatibile con l’età e con le indicazioni fisiologiche sulle zone di intensità raccomandate. Le pulsazioni medie rientrano nei valori suggeriti per la mia fascia anagrafica.

Non si tratta di una prestazione sportiva, ma di una soglia funzionale che cerco di mantenere nel tempo. E, aspetto non trascurabile, l’attività è divenuta piacevole: la “corsetta” quotidiana è ormai parte integrante della mia giornata.

Questa è semplicemente la mia esperienza personale. Sono partito da uno stile di vita estremamente sedentario e non avrei immaginato di poter raggiungere questo livello di continuità. Proprio per questo ritengo utile condividerla: il cambiamento è possibile anche in età avanzata, purché graduale e ragionevole.

Naturalmente ogni situazione clinica è diversa e richiede prudenza. Tuttavia, per chi può, suggerisco seriamente di considerare l’introduzione di un’attività simile regolare.

Non mi soffermo a elencare in dettaglio i benefici dell’esercizio fisico, ampiamente documentati in letteratura: miglioramento del sonno, dell’umore, della capacità funzionale e della qualità della vita.

Vi sono poi effetti meno immediatamente percepibili ma plausibili sul piano fisiologico: migliore ossigenazione delle nostre cellule, maggiore efficienza cardiovascolare, miglior controllo metabolico. Tutti elementi che concorrono alla prevenzione o al ritardo di molte patologie croniche tipiche dell’età avanzata.

Il movimento non è un accessorio, bensì una componente strutturale della salute. Ignorarlo per decenni ha conseguenze prevedibili; recuperarlo, anche tardi, può ancora produrre benefici significativi.


sabato 24 gennaio 2026

Incontro del 22 gennaio 2026: Visita all’ Associazione modellismo e storia – DLF Firenze di Pontassieve

Foto di Luca Buttafuoco (che pertanto non compare...)

Segue la recensione di Luca Buttafuoco  della visita del 22 gennaio all’Associazione modellismo e storia – DLF Firenze di Pontassieve:

Il 22 gennaio abbiamo effettuato la simpaticissima visita al museo della Associazione Modellismo& Storia presso i locali del DLF – Firenze a Pontassieve. 

Siamo giunti a Pontassieve parte in treno parte in auto e siamo stati accolti dal Sig Pietro Marchetti, responsabile del Museo. Dopo il consueto caffè è iniziata la visita. Questa Associazione si occupa prevalentemente di ricostruire eventi e situazioni storiche tramite modelli statici e dinamici il più possibile aderenti alla realtà, per questo usa documentazione originale ed è supportata da alcuni professori. Oltre alla attività museale l’Associazione partecipa a manifestazioni quali la mostra del modellismo di Verona ed ad avvenimenti vari anche internazionali.

Un interesse specifico è quello per la conservazione della memoria del territorio con una sezione del Museo dedicata al “com’era” lungo l’Arno. In particolare si notano i modellini ricostruttivi dell’Arno presso ponte a S.Trinita con il caffè galleggiante e l’antica sede dei canottieri agli inizi del ‘900 e quello della motonave Fiorenza di fronte al loggiato degli Uffizi. Oppure memorie di cose più particolari come la ricostruzione del trasporto via fiume dei foderi di legname di Vallombrosa fino a Firenze o dello scomparso ponte sospeso dell’Anchetta o delle “navi” per traversare il fiume o delle Gualchiere, ancora esistenti ma di incerto futuro. 

Altro aspetto molto curato è la ricostruzione di particolari momenti storici del passato, anche recente. Si spazia dalla ricostruzione della zona di piazza della Signoria prima della edificazione di Palazzo Vecchio, messa in relazione con i ritrovamenti archeologici romani sottostanti, alla ricostruzione della zona del Ghetto ed infine alla celebre partita di calcio tenutasi in piazza Santa Croce mentre la città era assediata nel 1530.

E non solo sono ricostruiti avvenimenti antichi: è impressionante il grande plastico della zona della stazione di Pontassieve che coglie il drammatico momento del primo bombardamento aereo americano.

Ma il pezzo forte del Museo è la sezione che riguarda la marineria con i grandi modelli dinamici di navi celebri quali la Bismarck, la Yamato, la Potemkin, la recente italiana Caio Duilio e tante altre, modelli che durante le manifestazioni a cui partecipa l’Associazione vengono esibiti “dal vivo” in navigazione. Come dal vivo sono ricostruite battaglie tra galeoni con tanto di cannonate, incendi ed affondamenti. Curatissime sono inoltre le ricostruzioni del porto di Tolone occupato dalla flotta tedesca e dei poetici fari del New England.

La visita è terminato con uno sguardo al futuro con i progetti in corso del grande modello della stazione marittima di Genova alla quale attraccherà un modello del transatlantico Andrea Doria e il piccolo delizioso modellino dell’ultimo tram fiorentino che circolerà in una ricostruzione di Piazza San Marco.

Link al sito dell’associazione.  

Aggiungo io ( Mauro Cappelli) una considerazione personale: rimango sempre  ammirato da ciò che nasce esclusivamente dalla passione e non da finalità di lucro. In questi casi il tempo perde importanza, la cura dei dettagli diventa centrale e nulla viene tralasciato. È un approccio sempre più raro, ma proprio per questo tanto più prezioso.

La visita a Pontassieve rientra pienamente in questa categoria. In tutte le sale si percepiva chiaramente l’accumulo di ore, giornate e anni dedicati con piacere autentico, fine a se stesso ma anche condiviso con gli altri. Opere e collezioni che non hanno solo un valore estetico o tecnico, ma assumono un significato più ampio di testimonianza culturale e storica.

Un grande ringraziamento va a Eugenio, che ha organizzato questa visita e molte altre analoghe. Tutte, almeno per me, sono state emozionanti e stimolanti.

Mauro Cocchi ha realizzato un filmato della visita link 

Una dedica del nostro Bruno Valeri

Seguono alcune foto di Eugenio:














giovedì 15 gennaio 2026

Incontro del 14 Gennaio 2026

 


Ancora un incontro di metà mese. Il nuovo anno ha portato con sé anche nuove presenze: Francesco e Tiziano hanno deciso di raggiungerci. L’arrivo di nuovi ex colleghi è sempre motivo di piacere e di arricchimento per il gruppo.

Con Francesco non ci si rivedeva da diversi anni. Avevamo iniziato il percorso al Pignone nello stesso ufficio, e questo ha reso naturale il riaffiorare di molti ricordi, episodi vissuti insieme e momenti condivisi. Non sono mancate, purtroppo, anche notizie meno piacevoli, legate a colleghi che non ci sono più, che invitano a una riflessione sul tempo che passa e sul valore delle relazioni mantenute.

Colgo l’occasione per rinnovare l’invito a tutti i nuovi ex colleghi che ancora non hanno partecipato: venite a trovarci. Non ci sono formalità né obblighi, solo il desiderio di stare insieme e di mantenere vivi i legami costruiti nel corso degli anni di lavoro.

Anche gesti semplici, come un caffè preso insieme o una breve passeggiata, una visita culturale, contribuiscono a dare struttura alle giornate e continuità alla vita sociale. Sono aspetti apparentemente marginali dopo il pensionamento, quando il rischio di isolamento diventa più concreto.

Una socialità più ricca e regolare comporta migliori condizioni di salute generale, sia fisica sia cognitiva. Al contrario, la solitudine prolungata risulta correlata a un aumento del rischio di declino funzionale.

Il gruppo di pensionati rappresenta un’opportunità semplice ma concreta per vivere il tempo della pensione in modo più attivo e condiviso. L’invito è sincero: passate a trovarci, senza impegni e senza aspettative particolari, ma con la curiosità di ritrovare persone e relazioni che vale la pena non disperdere.

Segue il contributo di Massimo e il link al suo bel filmato :

Un gruppo di pensionati della storica industria fiorentina Nuovo Pignone, auto-denominatosi “Quelli del Pignone”, tradizionalmente si ritrova in Piazza della Signoria, al mattino, tutti i mercoledì più prossimi al giorno 15 di ogni mese; una iniziativa nata nel giugno del 1999 e da allora costantemente mantenuta! 
Infatti, anche questo nuovo anno 2026 ha visto il 14 di gennaio la continuazione della tradizione. 
La partecipazione agli non è esclusiva: parenti e amici dei pensionati del Nuovo Pignone sono ben accolti.
Tale avvenimento periodico è un’occasione per ritrovarsi tra anziani, sempre in allegria, con i nostri ricordi delle passate attività, ma anche tanta attualità, in un’aria di festa, come si confà per conservare vitalità ed ottimismo!

Allego il link ad una pagina del nostro blog con i saluti di un ex collega “lontano”.


venerdì 2 gennaio 2026

Incontro di Lunedì 29 Dicembre 2025: visita alla Casa Buonarroti

 

Foto 1

Recensione della visita di Massimo Pinzauti:

Dopo circa nove anni ho riproposto la visita alla Casa Buonarroti: la precedente fu mercoledì 29 marzo 2017 !

Allora ero in pensione da un anno e tre mesi e cominciavo da poco a fare da guida alle visite museali e turistiche in genere. La partecipazione questa volta è stata di 8 persone, quattro pensionati e altri come parenti e amici (Foto 1); l’edizione precedente vedeva la partecipazione di ben 22 persone, amici e parenti compresi, come mostra la foto di allora (Foto 2); cifre che temo non si rivedranno tanto facilmente in futuro .

Foto 2

Questa volta la mia presentazione della Casa Buonarroti, un museo fiorentino di nicchia, l’ho impostata partendo dalla genealogia dei Buonarroti, seguendo la linea che ha portato fino alla metà dell’Ottocento, quando l’ultimo erede diretto, Cosimo Buonarroti, cedette il complesso, sia edilizio che delle ricche collezioni d’arte contenute, al comune di Firenze.

Palazzo e Galleria vennero, quindi eretti a Ente Morale con il mandato di procura al marchese Luca Bourbon del Monte, allora direttore della Galleria delle Statue – odierna Galleria degli Uffizi – e primo tra gli amministratori citati nel testamento di Cosimo Buonarroti, rappresentava l’Ente Buonarroti. È del 26 aprile l’atto definitivo di accordo, stipulato in Palazzo Vecchio presso la imperiale e reale Depositeria generale, e registrato il 28 aprile: il giorno seguente, cioè, alla partenza del granduca Leopoldo di Lorena da Firenze!

La casa, però, non fu mai abitata da Michelangelo (nato il 6 marzo 1475 a Caprese, morto a Roma il 18 febbraio 1564) perché dal suo ritiro a Roma nel 1537 ca. rimase sempre nella ‘città eterna’. Michelangelo, comunque, tramite un suo nipote, Leonardo figlio di Buonarroto fratello del grande artista, acquistò diversi immobili attorno a quel civico n° 70 di Via Ghibellina che un altro discende, del ‘600, collezionista ed erudito, Michelangelo il Giovane ne fece la ristrutturazione come vediamo nelle forme attuali.

Si legga l’allegata Genealogia dei Buonarroti, con interessanti note esplicative.

Per una panoramica del Museo invito alla visione del bel filmato fatto da Mauro Cocchi in occasione della prima visita, quella del 2017, che troviamo su YouTube al link seguente:


oltre la lettura del sito ufficiale della Casa Buonarroti al link


Nel Museo non ho notato cambiamenti rispetto a nove anni fa, salvo la mostra temporanea, allestita sempre nella sale a sinistra, entrando a piano terreno: oggi dedicata alla Cappella Sistina, con disegni, riproduzioni, anche pittoriche, ma soprattutto stampe e foto.

Sebbene questa visita di oggi sia stata meno frequentata della precedente, sicuramente è stata tranquilla e con “partecipanti motivati”, come ha commentato Daniela Scalzotto-Cappetti.

Foto 3

Per la foto di gruppo di oggi abbiamo richiesto l’ausilio di una gentile signora del personale del Museo e l’abbiamo fatta nella sala al primo piano che espone le due sculture giovanili di Michelangelo: il bassorilievo della Madonna della Scala e l'altorilievo chiamato la “Battaglia dei Centauri”, ma anche con altri titoli secondo diversi eruditi del tempo, qui riprodotto nella (Foto 3), donataci dal partecipante Eugenio Stefani.

venerdì 19 dicembre 2025

Incontro del 17 Dicembre

 


La giornata si è presentata quasi tiepida, inizialmente piovosa e successivamente soltanto nuvolosa, ma soprattutto caratterizzata da un’elevata umidità. È plausibile che proprio queste condizioni meteorologiche abbiano contribuito alla scarsa affluenza di ex colleghi all’ultimo incontro annuale di metà mese, tradizionalmente dedicato in modo particolare ai saluti in vista delle prossime festività.

Immutabile la consuetudine del caffè del Fiorentino, sempre a 1 euro, con la presenza di qualche “imboscato” proveniente da fuori territorio. Per il resto, nulla di particolarmente rilevante da segnalare sull’andamento generale dell’incontro.

Personalmente, mi sono dedicato a una piacevole e stimolante discussione con un ex collega, incentrata sulla salute di noi anziani. Si tratta di un tema che oggi mi sta particolarmente a cuore, anche se devo precisare che non è sempre stato così.

Fino a circa cinque anni fa non nutrivo un interesse specifico per questi argomenti. Poi, quasi “improvvisamente”, è nato un coinvolgimento sempre più marcato verso il tema della salute, e ancor più verso la prevenzione e lo stile di vita.

Sarebbe più corretto dire che l’attenzione si è concentrata soprattutto sulla prevenzione. Non ricordo con esattezza quale sia stato il fattore scatenante, ma da quel momento ho iniziato a documentarmi sempre di più su questi temi.

In modo per certi versi insolito, più che leggere ho preferito ascoltare audiolibri, o meglio ancora “saltellare” tra le parti che ritenevo più interessanti. Tutti, e sono tanti, gli audiolibri selezionati erano di autori competenti e basati su dati scientifici solidi, puntualmente riportati in bibliografia. In questo modo il binomio salute–prevenzione è progressivamente diventato il mio attuale valore guida.

Ritengo che l’approccio oggi prevalente alla salute e alla prevenzione meriterebbe di essere rivisto in modo critico. Un cambiamento in questa direzione potrebbe comportare benefici significativi, non soltanto per i diretti interessati, ma anche per la collettività nel suo insieme.

Ancora una volta invito chi fosse interessato a segnalarmelo. Ho infatti a disposizione diversi audiolibri gratuiti e altro materiale che sono lieto di condividere con chi desideri approfondire questi argomenti.

venerdì 12 dicembre 2025

4 Dicembre 2025: 11° Pranzo di Natale

 


Quando ci si avvicina a dicembre ritorna la mia consueta preoccupazione preventiva per l’organizzazione del Pranzo di Natale. Le prime edizioni non furono prive di difficoltà: motivi diversi, spesso imprevedibili, avevano complicato la gestione. Tuttavia ogni esperienza ha consentito di imparare e migliorare.

L’esperienza dell’ultimo anno: durante il decimo pranzo si era creata una certa confusione nella scelta dei piatti. Proprio da quell’episodio è nata l’idea di preparare una lista preventiva delle preferenze, utile a rendere più ordinato lo svolgimento del pranzo. Il risultato è stato positivo: tutto è proceduto senza intoppi. Resta comunque vero che un po’ di confusione, mai del tutto assente, contribuisce a rendere l’atmosfera più vivace.

Come sempre ho apprezzato l’intero menù, anche se le porzioni erano abbondanti rispetto alle mie abitudini. Dopo l’antipasto ero già più che sazio.

 Ricordo con affetto il compianto Paolo Castellani, che fu lui a farmi conoscere la cucina di questo circolo. Al Pignone era noto per la sua competenza gastronomica, eppure non l’ho mai visto alla mensa aziendale, nonostante non fosse affatto male.


La tradizionale passeggiata post-pranzo ha avuto una partecipazione ridotta: eravamo in quattro. Ciò non ne ha diminuito il piacere. La giornata era mite e asciutta per il periodo, e chiacchierando siamo arrivati a Firenze quasi senza accorgercene.

Dalla partenza al pranzo, fino alla passeggiata digestiva, tutto è documentato con chiarezza e cura nel bel filmato realizzato da Massimo, che descrive in modo efficace l’intera giornata. Lo trovate qui.

domenica 16 novembre 2025

incontro di mercoledi 12 novembre


 Incontro partecipato, caffè del fiorentino @ 1€. Discussioni stimolanti. Tutto bene come al solito. Quindi poco da dire sull’incontro. 

Approfitto per parlare di qualcosa che può interessare il gruppo.

Noto una lenta ma costante riduzione della partecipazione attiva al gruppo (a parte i soliti super attivi), intendo nelle proposte per le attività, invio materiale per il blog, commenti… Pensando all’impegno  dei primi anni questo è evidente. Si potrebbe attribuire questa diminuzione semplicemente al tempo che passa, ma sarebbe riduttivo fermarsi a questa spiegazione.

Non facciamo che il tempo spenga questa energia: manteniamola accesa insieme. Questo non è solo un auspicio, ma una constatazione basata su ciò che abbiamo vissuto: l’energia collettiva è un bene che si conserva solo usandolo.

Partecipare in modo attivo non giova solo al gruppo, ma anche alla mente e allo spirito di ciascuno. Mantenere relazioni sociali e mentali stimolanti aiuta a preservare la memoria, l’umore e la salute in generale. 

Ognuno di noi può portare contributi specifici. Questo non significa necessariamente grandi impegni: spesso i piccoli apporti individuali creano grandi risultati collettivi.

Si può contribuire anche con cose che derivano dai nostri hobby. Anzi, spesso ciò che facciamo con piacere è proprio ciò che arricchisce di più il gruppo.

Tutto questo vorrebbe essere un invito: chiediamoci come possiamo contribuire a far crescere il gruppo di Quelli del Pignone o il blog. Non servono rivoluzioni, basta un gesto, un’idea, un ricordo, una proposta.

Parliamone in piazza, agli incontri organizzativi.

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Ricordo l’incontro organizzativo di mercoledì 19 novembre che si terrà alle ore 9,30 presso la Caffetteria Cavour, in via Cavour 148 / 5, all'angolo con via Venezia. Tutti sono invitati a partecipare o ad inviare suggerimenti per i prossimi incontri.