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sabato 14 giugno 2025

Visita del 6 Giugno 2025 : l' Archivio Storico del Nuovo Pignone

Una visita per noi pensionati veramente particolare: tornare nel luogo dove abbiamo trascorso tanti anni era carica emotivamente. Io, erano 15 anni che non tornavo al Pignone….Anche vedere quei vecchi documenti sulla nostra azienda.

Quando ho pensato al blog l’ho fatto anche perché sembrava che allora a nessuno interessasse la storia di questa azienda così importante per Firenze e che se che ne stesse perdendo anche il nome. Pareva proprio che la documentazione per la storia del Pignone sarebbe stata dispersa o distrutta. Per fortuna qualche mente illuminata ha sentito la mia stessa esigenza. Con la nascita dell'archivio storico, con la raccolta dei documenti, la loro catalogazione ecc. la situazione è cambiata. 

Noi pensionati potremmo contribuire a valorizzare l'archivio e con esso la storia del Pignone. Possiamo fornire un contributo tecnico importante per l'archivio. Si possono immaginare diverse iniziative: fornire materiali documentali e memorie interessanti. Contribuire alla revisione dei testi delle descrizioni tecniche delle immagini e moltissimo altro.

E’ auspicabile che quanto prima l’archivio digitale venga messo online anche per facilitare questa collaborazione.

Nel blog potrebbero essere pubblicati articoli su documenti dell’archivio ecc.

Grazie alla rete dei pensionati possiamo rintracciare o segnalare i pensionati interessati a collaborare sotto i diversi aspetti (progettazione, costruzione, montaggio, service ecc.)

Invito da subito gli ex colleghi interessati ad attivarsi e a segnalare la loro disponibilità a collaborare anche con suggerimenti, idee proposte...

Facciamo che questa visita sia l’inizio di una collaborazione particolarmente utile a tutti.

Concludo ringraziando Isabella Raffetto e la collega che hanno reso possibile una visita così utile e interessante.

Mauro Cappelli

martedì 31 dicembre 2024

Incontro del 27 dicembre 2024 con visita alla mostra "Impressionisti in Normandia" presso il Museo dell'Ospedale degli Innocenti di Firenze

foto 1

 Segue la recensione alla mostra "Impressionisti in Normandia" presso il Museo dell'Ospedale degli Innocenti” di Massimo. Naturalmente.

Possiamo ormai definire una tradizione quella di fare una visita museale in Firenze, non troppo impegnativa, tra le festività di Natale e Capodanno. Quest’anno la giornata libera si è presentata venerdì 27 dicembre e abbiamo dedicato il pomeriggio alla mostra presso il Museo dell’Ospedale degli Innocenti dal titolo: “Impressionisti in Normandia – Monet, Bonnard, Corot, Courbet …”.


Come si vede dalla foto di gruppo scattata a fine visita (Foto 1), il numero dei partecipanti è di otto persone, praticamente lo “standard” che riscontriamo negli ultimi anni, tra i quali tre non pensionati Pignone, ma dei carissimi simpatizzanti.


La mostra è veramente interessante per la notevole quantità di dipinti esposti, provenienti dall’estero (prevalente da Caen, Collection Association Peindre en Normandie”, e da collezioni private).


Spendiamo due parole sul termine “Impressionismo”, termine che trae origine dal dipinto che Claude Monet (Parigi, 1840- Giverny, 1926) espose nel 1872 col titolo: “Impression, soleil levant”. Con questo termine si raccoglie tutta uno stile francese dell’800 e oltre, in cui l’importanza del dipinto non è tanto nel soggetto in sé, ma in ciò che ispira, l’impressione all’istante che riceve l’artista dal soggetto che incontra; concetto espresso e difeso anche da Camille Corot (Parigi, 1796 – ivi, 1875) e da Edouard Manet (Parigi, 1832 – ivi, 1883). È, dunque, una pittura “istantanea”, da farsi all’aria aperta, che richiede, per quanto detto, una immediatezza di esecuzione (tipo l’istantanea in termine fotografico), poiché la luce solare, le ombre, le nuvole, i movimenti delle persone, eccetera, mutano continuamente; non è una pittura che si può fare in uno studio e, senza dubbio, la Normandia offre molti spunti per questo genere di pittura. I luoghi maggiormente frequentati dagl’impressionisti ci sono evidenziati su una mappa di quella regione settentrionale della Francia (Foto 2).


foto 2





Se questo stile pittorico si è sviluppato si deve molto alla creazione di attrezzature adeguate, perché non c’è arte senza tecnica. Prima cosa, la nascita dei colori prodotti industrialmente e venduti in tubetti, senza quindi perdere tempo per impastare le terre o polveri colorate. Seconda cosa, importante anch’essa, disporre di un’attrezzatura leggera, trasportabile comprendente: cavalletto, cassetta dei colori e pennelli, uno sgabello. Infatti, nella mostra, si evidenzia in un angolo proprio questo aspetto tecnico (Foto 3) e si intuisce di conseguenza, la dimensione ridotta dei dipinti.

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La mostra a tema, come di consueto in quel Museo, è allestita nei sotterranei che offrono una notevole superficie espositiva. Impossibile qui fare una carrellata dei tanti quadri esposti; ci limitiamo a riprodurne solo alcuni scelti fra tanti meritevoli, cominciando dai pittori più famosi di quel periodo.


Di Claude Monet: “Veduta di Etretat” (Foto 4); poi Camille Corot: “Una spiaggia in Normandia”; Gustave Courbet (Omans, 1819 – La Tour-de-Peilz, 1877): “Marina con mare grosso” (Foto 5); Théodore Géricault (Rouen, 1791 – Parigi, 1824): “Il cavallo dell’intonacatore” (Foto 6). Quest’ultimo autore, sebbene vissuto nel primo quarto del XIX secolo, è in certi sue tele un antesignano dell’impressionismo.

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foto 6 

Passando agli autori meno conosciuti mostriamo altre opere veramente interessanti. Cominciamo con Eugène Boudin (Honfleur, 1824 – Deauville, 1898), nato e morto in Normandia: “Trouville, il molo con l’alta marea” (Foto 7); Charles Daubigny (Parigi, 1817 – ivi, 1878): “Villerville-les-Graves, Raggio di sole” (Foto 8); Jules Noel (Nancy, 1810 – Algeri, 1881): “Lo sbarco del pesce” (Foto 9); Ulysse Butin (Saint-Quintin, 1838 – Parigi, 1883): “L’attesa, il sabato a Villerville” (Foto 10); Eugène Isabey (Parigi, 1803 – ivi, 1886): “Navi nella tempesta” (Foto 11); terminiamo questa breve rassegna di dipinti con l’opera di una pittrice, Berthe Morisot (Bourges, 1841 – Parigi, 1895): “La sorella della pittrice e sua figlia al porto di Cherbourg” (Foto 12).


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È una mostra che consiglio di vedere a chi non ha partecipato alla visita odierna; rimarrà aperta tutti i giorni fino al 4 maggio 2025.


Nel costo del biglietto è compresa anche la visita del Museo dell’Ospedale degli Innocenti che consiglio di spenderci un po’ di tempo in questa antica e prestigiosa istituzione, a chi non l’ha mai visto.


Ringraziamo Massimo per la recensione e le foto della visita..

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Colgo l’occasione per augurare :


Tanti Auguri di Buon Anno a Tutti


A proposito consiglio fortemente anche di cliccare sul link









venerdì 1 novembre 2024

Incontro del 29 Ottobre 2024: visita alla mostra "Itinerari di Carta".

 

 

foto 1

Segue la consueta recensione dell'incontro di Massimo  :

 Giornata climaticamente stupenda, da fare invidia alle celebri "ottobrate romane" !

Come ogni buon incontro da noi organizzato e messo in atto, la prima tappa è sempre il caffè con i partecipanti ed oggi, dovendo accedere all'Archivio di Stato di Firenze, abbiamo scelto il bar "Dolce Amaro" di Borgo la Croce.
 Come si vede nella foto di gruppo (Foto 1) abbiamo partecipato in otto, compresa  una gentile signora su invito del Crinzi.

Dopo soddisfatto il suddetto obbligo in pochi passi siamo entrati nella hall dell'Archivio di Stato che ospita la mostra a tema "Itinerari di Carta". Con sorpresa abbiamo trovato l'ambiente insolitamente affollato di persone, tra le quali anche un operatore con telecamera da spalla, tutti con una certa animazione; abbiamo poi percepito che erano in attesa del prof. Alessandro Barbèro, ma non per la mostra, bensì per una sua "Lectura magistralis" a fronte del conferimento di una laurea "Honoris causa" dallo stesso ASF; si legga la recensione pubblicata sul Corriere Fiorentino al seguente link 

  

foto 2


La mostra  "Itinerari di Carta - Atlanti, Mappe e Diari", come esplicita la locandina (Foto 2), si è presentata subito interessante. Il percorso, come cita il dépliant, ci trasporta attraverso documenti esemplificativi dei rapporti commerciali tra il Cinquecento e il Settecento.

foto 3

foto 4

 Carte nautiche, atlanti, una misteriosa mappa a stampa della città di Pechino (Foto 3), rotoli cartacei in arabo, testimonianze degli scambi dei mercanti fiorentini con l'Oriente (proficui tanto da rendere il fiorino d'oro valuta accettabile dal sultanato), diari e relazioni di viaggio, spesso corredati di disegni descrittivi di ciò che di mirabile il viaggiatore trovava nelle remote terre. Così troviamo una veduta portuale svedese dalla relazione di viaggio di Lorenzo Magalotti, del 1674 (Foto 4),  oppure carte nautiche come quella del Mediterraneo composta da Jacopo Russo nel 1520 (Foto 5) fino al più recente Atlante marittimo (1802) di produzione francese per il ministero dell'interno (Foto 6) che raccoglie carte prodotte nel XVIII secolo da Giuseppe Roux e Jacques-Nicolas Bellin.

 

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Non mancano le opere di carattere tecnico come  il celebre "Arcano del mare" del quale la (Foto 7) ne mostra due pagine, compilato da Robert Dudley, duca di Northumberland e conte di Warvik (1573-1649), vissuto e morto in Toscana, dove, chiamato comunemente Nortumbria, fu al servizio dei granduchi dopo la sua fuga dal paese d'origine nel 1605; il testo rappresenta una summa delle conoscenze in campo della navigazione, ma anche una memoria di alcune sue proprie invenzioni come progettista di nuovi modelli di galere ed altro.

foto 8

Come sopra accennato, sono presenti in mostra molti disegni tecnici rappresentativi di vere e proprie opere ingegneristiche del passato, che hanno particolarmente colpito i viaggiatori del tempo e attraverso i quali possiamo studiarle ancora oggi. Forse una delle maggiori di queste opere è la "Macchina di Marly" (Foto 8): un impianto di pompaggio per prelevare acqua dalla Senna fino ad un serbatoio sulla collina di Marly, sovrastante di 33 metri il parco della reggia di Versailles, per alimentarne le fontane. Altro esempio lo troviamo nel diario di viaggio di Pietro Guerrini in cui  una tavola mostra l'ingegno per alimentare l'acqua alla fontana della Samatitana posta sul Ponte Nuovo di Parigi (Foto 9) ed ancora un'altra veduta "che mostra in che maniera alzino l'acqua sulla torre ad Augusta" (Foto 10).

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Interessante la breve presentazione filmata di  Paola d'Orsi, attuale direttrice dell'Archivio, e collaboratori al link .


Una mostra breve, ma molto interessante e piuttosto insolita; un allestimento concepito con criterio didattico e di massima fruizione delle opere esposte (Foto 11).

Ringraziamo ancora una volta Massimo per la recensione e le foto. Sarebbe gradito che anche altri partecipanti si prendessero, ogni tanto, tale onere.

giovedì 8 febbraio 2024

Incontro di Mercoledì 31 gennaio: Gita a Montelupo Fiorentino: visita del Museo della Ceramica e del paese

Foto 1


 Massimo ci ha inviato la recensione della visita da lui organizzata :

 Mercoledì 31 gennaio 2024 alcuni pensionati del gruppo “Quelli del Pignone” hanno fatto la prima uscita fuori Firenze dell’anno; tempo magnifico, freddo al mattino, ma col cielo azzurro e soleggiato.

 Una gita “leggera” adatta alla stagione: vicino a Firenze, raggiungibile con comodi treni in poco tempo e la possibilità di visitare un importante Museo della Ceramica.

 Sappiamo, infatti, che sin dal medioevo Montelupo ebbe notevole importanza come centro di produzione di manufatti in terracotta e maiolica, la cui tradizione si mantiene ancora ai giorni nostri. Da circa trent'anni il Comune ha costituito il "Museo della Ceramica di Montelupo", principale attrazione di oggi: un Museo che ci fa percorrere tutta l’evoluzione di questo importante e utilissimo artigianato. Artigianato sempre più raffinato nelle forme dei manufatti e nella sua decorazione pittorica; la famiglia Sartori, in particolare, dalla fine del Trecento alla fine del Seicento ha sviluppato quest’arte sia attraverso innovazioni tecniche, sia col perfezionamento della decorazione.

 Questo Museo da pochi anni è ben allestito in un edificio di nuova fabbricazione del quale occupa ben due piani, che prospetta sul Piazzale Vittorio Veneto, nel quale ho scattato la foto al gruppo dei partecipanti  (Foto 1). Il Museo espone un impressionante numero di manufatti dal XIII secolo fino al XIX, di tutti i generi: piatti decorati con figure umane o con racemi vegetali oppure con figure geometriche (Foto 2), vasi per uso di farmacia (Foto 3), brocche, orci, eccetera. Altro aspetto importante di questo artigianato è anche la fabbricazione di nuovi pigmenti, come il “rosso di Montelupo” che vediamo nel fondo della decorazione di un prezioso piatto (Foto4).

Foto 2

Foto 3



Foto 4


Oltre al Museo, gradevole è la passeggiata per il centro dove abbiamo visitato la Pieve di San Giovanni Evangelista (Foto 5), di fondazione romanica, ma con l’interno interamente ristrutturato a partire dal 1756 in stile classico  (Foto 6).

 

Foto 5

Foto 6


Ricordiamo che a Montelupo c’è una delle più grandi ville medicee: l’Ambrogiana, al quale un viale di platani ci conduce (Foto 7); ospitava fino al 2019 il manicomio, oggi è di proprietà del Comune e diventerà un centro espositivo, ma molto è il lavoro di ripristino e il tempo che dovrà passare ancora perché sia visitabile.

 

Foto 7

Ottima è stata anche la pausa pranzo al ristorante (Foto 8), per l’ambiente, la cortesia del personale e la buona cucina; il ristorante è fuori della cerchia delle mura del paese: infatti si chiama "Osteria di Fuori". 

Foto 8

La giornata è passata velocemente e con soddisfazione di tutti.

 

Meglio ve la illustrerà, almeno credo, il filmato che ho composto e posto in YouTube.

Come al solito dobbiamo ringraziare l'infaticabile Massimo per l'organizzazione, recensione foto e filmato della visita.

 

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Mercoledì scorso,  7 febbraio, ci siamo trovati "informalmente" per festeggiare il compleanno di Massimo. Eugenio Stefani ha avuto l'ottima idea di suggerire un piccolo riconoscimento delle competenze e del notevole impegno di Massimo per il gruppo.







lunedì 3 luglio 2023

Incontro del 28 Giugno: Visita a due Laboratori di Strumenti Musicali.

 

Eugenio questa volta ha organizzato per noi addirittura una visita a due laboratori contemporaneamente.

Come al solito non proverò a descrivere le visite ma rimando al bellissimo filmato di Massimo molto esuriente …

A proposito dei nostri filmati sarebbe auspicabile riuscire a valorizzarli come si meritano Rivederli anche dopo un po' lo trovo interessante e piacevole.

Come al solito prima delle visite c'è il Caffè. Nuovo posto molto ampio. Mi ricordava qualcosa di spiacevole. Dopo ho realizzato c'ero gia stato a mangiare una pizza ed è stata l'unica volta che ho trovato una pizza immangiabile. Il caffè invece era normale.

Le mie impressioni sulle visite:

Il primo laboratorio (Sorgentone) si occupa di violini. Il nostro presentatore mi ha sorpreso: univa ad un'ottima capacità espositiva una conoscenza e una passione per quello che raccontava fuori del comune.  Sono rimasto conquistato dalla sua illustrazione.

Anche l'altra visita (Onerati) è stata interessante sia la parte del laboratorio per la riparazione degli strumenti a fiato sia quella della vendita e noleggio.

Qua trovate il bellissimo filmato di Massimo che dovete assolutamente guardare.

Ringraziamo Eugenio Stefani  e Massimo.

 Crediti:

Massimo Pinzauti  della visita foto e filmato
 Eugenio Stefani : organizzazione della visita
Mauro Cappelli: recensione, pubblicazione e gestione del blog

domenica 9 ottobre 2022

Incontro di mercoledì 5 Ottobre 2022: Earth Technology Expo alla Fortezza da Basso

 

Foto 1

Ancora una volta dobbiamo ringraziare Massimo per la sua ottima recensione della nostra visita.

Alla Fortezza da Basso, dal 5 al 9 ottobre è presente, per il secondo anno consecutivo, la Earth Technology Expo alla quale abbiamo partecipato come evento straordinario (non potevamo attendere la discussione presso le Oblate), proprio all'apertura di questa mostra.

In undici di persone (Foto-01) ci siamo ritrovati presso la " Gelateria Alpina " (che è anche caffetteria), nel viale Strozzi dove abbiamo gustato il tradizionale caffè, prima di iniziare la visita.

La mostra, concentrata quest'anno nella sola struttura moderna nel piazzale interno della Fortezza, chiamata oggi Padiglione Spadolini, ha dato una buona immagine di quanta tecnologia è stata sviluppata per il monitoraggio e la prevenzione degli eventi naturali che ci colpiscono, sia climatici, sia del movimento del suolo, sia nelle grandi strutture costruite dall'uomo quali ferrovie, viadotti, ponti, dighe, eccetera.

Tecnologie sviluppate da Università (non mancava la nostra facoltà di Firenze), da industrie di settore (uno dei primi stand è della Leonardo che oggi ingloba le Officine Galileo), nonché enti di supporto qual è l'Istituto Geografico Militare e, come diretti utenti di tali tecnologie, la Protezione Civile e i trasporti.

Manifestamente, anche per chi come me non ha una cultura tecnica nel campo dell'elettronica, può arguire dalla mostra la sempre maggiore diffusione dell'uso dei "droni" per tanti casi in cui è necessaria un'esplorazione visiva del territorio in condizioni di sicurezza; non a caso il Corpo dei Vigili del Fuoco è tra gli utenti di questo mezzo, giustamente dal momento che si trova sempre in prima linea in tutte le catastrofi quali incendi, esondazioni, crolli o pericoli d'instabilità di edifici, terremoti.

Accennando ai terremoti, anche quest'anno è presente ed attiva la piattaforma per la simulazione dei movimenti tellurici, sulla quale può prendere posto un discreto numero di persone e "provare" un terremoto.

Nel programma di questi quattro giorni dell'Expo, sono previste molte conferenze sui temi dell'ecologia. della mobilità e delle produzioni sostenibili.

Terminato il giro degli stand espositivi, attraversando il piazzale interno della Fortezza si possono osservare le strutture lorenesi di casermaggio, ammirevoli per razionalità ed eleganza; data la bella giornata soleggiata e tiepida, siamo saliti sul bastione panoramico a lato del mastio, dove spontaneamente Mauro Cappelli ha scattato una seconda foto al gruppo (Foto-02).


 Accennando brevemente alla costruzione della Fortezza (attorno al 1535 circa), facciamo presente che è stato necessario deviare il corso del Mugnone (che è da allora quello attuale) e la Porta a Faenza è rimasta inclusa nella costruzione del mastio della Fortezza con le troniere dei cannoni; se scendiamo nel sotterraneo del mastio, dove è arrangiata una sala per conferenze (questa volta non accessibile), possiamo vedere ancora le due arcate del ponte che superava il Mugnone all'uscita della porta a Faenza (Foto-03 e Foto-4).


 

Chi vi scrive qui ha provato a costruire un breve filmato dell'incontro avvenuto in una splendida giornata di ottobre.

 


 

martedì 14 giugno 2022

Venerdì 10 giugno 2022 Terza visita all'Osservatorio Ximeniano ..

Come al solito è Massimo che si cura di recensire la visita:

Foto 1

 

Venerdì 10 giugno 2022: per la terza volta “Quelli del Pignone” hanno visitato l’Osservatorio Ximeniano (Borgo San Lorenzo, 26) con una discreta partecipazione come mostra la foto di Figura 1 (presenti anche tre invitati) scattata al termine della visita;  partecipazione equivalente a quella delle due visite precedenti svoltesi il 3 febbraio 2016 e il 30 ottobre 2019 come vediamo dalle rispettive foto di gruppo, entrambe scattate sulla terrazza metereologica dell’Osservatorio (Figura 2 e Figura 3).

 

Figura 2

Figura 3

La visita non si è discostata dai temi delle precedenti; è iniziata con una lezione in aula, all’ultimo piano dell’edificio dove comincia il percorso museale, allo scopo d’illustrare la storia dell’Osservatorio attraverso i suoi storici scienziati che vi esercitarono la loro attività di misure e di ricerca, nonché d’invenzioni.

 Il primo, da cui prese il nome l’Osservatorio, è il siciliano Leonardo Ximenes (Trapani, 1716 – Firenze, 1786), gesuita, astronomo, ingegnere civile (idraulica e strade) e geografo, ricordato all’ingresso dell’aula con un busto sovrastante la lapide commemorativa (Figura 4); poi Giovanni Inghirami (Volterra, 1779 – Firenze, 1851), presbitero scolopo, studioso di idraulica e astronomia, anche questo ricordato con un busto (Figura 5) nell’anticamera dell’aula, fino al più recente padre Guido Alfani (Firenze, 1876-1940), del quale un ritratto parlante è esposto presso l’ingresso della biblioteca ximeniana nuova (Figura 6).

 


Figura 4
 
Figura 5
Figura 6

Terminata la “lezione”, giro museale iniziando dalla panoramica terrazza dove sono gli strumenti per il rilevamento meteorologico (temperatura ambiente, vento in direzione ed entità, pluviometria); a seguire le sale che raccolgono strumenti per i rilevamenti astronomici (quadranti, sestanti, astrolabi, ecc.) e topografici (in numero ben ridotto rispetto alle visite precedenti) nelle quali campeggia una Tavola Pretoriana (Figura 7) per i rilievi topografici di dettaglio, nonché alcune carte geografiche storiche come la prima Carta Geometrica della Toscana del 1830 ca. Nella sala successiva sono raccolti i più antichi sismografi, tra cui uno dei primi rilevatori tri-direzionali (Figura 8), molti d’invenzione del padre Filippo Cecchi (Ponte Buggianese, 1822 – Firenze, 1887), fine studioso e mente meccanica, che si dedicò prevalentemente alla sismologia. Passando, poi, per la biblioteca nuova, si raggiunge la sala dove sono esposti gli strumenti relativi all’elettrologia e alla radiofonia per concludere in quella sala dedicata al famoso motore a gas, a combustione interna, noto come il Motore di Matteucci e Barsanti.

 

Figura 7

Figura 8

Purtroppo, questa volta, dobbiamo lamentare una notevole restrizione del numero degli strumenti esposti, specialmente nell’ambito topografico, ma anche in quello radiofonico per il quale un’intera sala, grande, intravista attraverso le porte chiuse a vetri, raccoglie molti interessanti apparecchi costruiti al tempo del padre Alfani; lo stesso dicasi del materiale fotografico come, ad esempio, la fotografia del padre Guido Alfani con Guglielmo Marconi (Figura 9), all’osservatorio, in occasione dell’installazione del telegrafo senza fili per la trasmissione del “segnale orario”. 

Figura 9

 Per motivi di conservazione e di stabilizzazione non abbiamo avuto accesso, come le volte precedenti, alla biblioteca di Leonardo Ximenes, dotata di una “porta segreta” (Figure 10 e 11 con foto delle precedenti visite) e al telescopio nella cupola dell’osservatorio, del quale presento qui due foto (Figure 12 e 13) riprese nel passato.

 

Figura 10

Figura 11
Figura 12
Figura 13

Nell’insieme, comunque, la visita si può dire interessante e dobbiamo ringraziare Eugenio Stefani per averla organizzata.

Segue  il bel filmato di Massimo.

Ringraziamenti meritati  a Massimo  e a Eugenio.