venerdì 4 marzo 2022

Incontro di Mercoledì 2 marzo visita alla mostra: Natura collecta Natura exhibita.

Foto 1

Ecco come Massimo ci descrive la visita alla mostra:

 Mercoledì 2 marzo (le Sacre Ceneri) si è svolta la programmata visita alla mostra Natura collecta Natura exhibita, allestita nei sotterranei della basilica fiorentina di San Lorenzo.

Gruppo modesto di sette partecipanti, come si vede nella foto scattata alla fine del percorso di visita (Foto 1), ma fortunatamente il nostro regista Mauro Cocchi era tra questi!

Alla mostra si accede entrando nel chiostro brunelleschiano, per raggiungere l'ingresso ai sotterranei, che, per la loro possente struttura e ampiezza, inducono al visitatore un senso di confortevole accoglienza.

La mostra in oggetto è allestita, dunque, nell'area corrispondente alle navate della sovrastante basilica, ma i primi ambienti che il visitatore deve percorrere sono quelli del Tesoro della basilica; la seguente foto mostra la sala sottostante alla Sacrestia Vecchia 

 dove sono raccolti arredi sacri prevalentemente d'argento di raffinata fattura come la piastra per il Reliquiario dei Santi Marco, papa, Amato, abate, e Concordia, martire


Usciti dal Tesoro, troviamo, quasi a introdurci alla mostra in oggetto, il sarcofago romano 

 

che conserva le spoglie (in passato nella basilica) del naturalista, geologo e anatomista danese Niels Stensen (Niccolò Stenone in italiano, 1638-1686), luterano poi convertito al cattolicesimo (fu quindi prelato, vescovo e beatificato), vissuto dal 1666 per molti anni a Firenze, alla corte del granduca.

La mostra, come annuncia il suo titolo, offre una dimostrazione degli studi nell'ambito delle Scienze Naturali svoltesi in un arco temporale dal Cinquecento fino all'Ottocento, attraverso reperti provenienti dalle collezioni dei Musei Universitari fiorentini di mineralogia, botanica, zoologia e anatomia, seguendo un percorso cronologico che si sviluppa, come detto sopra, nell'area sottostante la basilica

 

Tantissime e impossibili da enumerare qui le tante cose curiose esibite e ammirevoli anche dal punto di vista di riproduzione artistica, soprattutto nell'ambito della botanica e dell'anatomia.

Tra i botanici è rammentato Piero Antonio Micheli (1679-1737), che Cosimo III fece viaggiare per la Terra ad esplorarne la flora, fondatore del Giardino orto-botanico di Pisa e poi di quello fiorentino 

notevoli le numerose riproduzioni tridimensionali dei vegetali, soprattutto frutta

Di interessante fattura sono anche le riproduzioni dei frutti della terra in una serie di quadri ad olio su tela del pittore Bartolomeo Bimbi (1648-1730), commissionata dall'Elettrice Palatina Maria Luisa de' Medici, per documentare frutte o verdure cresciute a dimensioni anomale, come per esempio mostra la figura seguente


 un cavolo fiore  di 6 kg di peso, del canonico Venuti,  accompagnato da un ramolaccio di 3 kg cresciuto nel podere del marchese Corsi.

Attorno al ritratto scultoreo del naturalista Giuseppe Raddi (1770-1729) troviamo, assieme ai vegetali, anche un'esposizione di farfalle.


 

Al centro dell'area espositiva sono sistemate, infine, cere anatomiche umane a grandezza naturale


Arredano la mostra anche campioni di minerali di particolare interesse e libri d'epoca scritti dai diversi scienziati.

Terminato il percorso della mostra, l'uscita dal complesso laurenziano avviene passando all'interno della basilica, nella quale ci siamo soffermati sulle maggiori opere artistiche presenti, quali la Sacrestia Vecchia, i Pulpiti del Donatello, il Ciborio di Desiderio da Settignano, l'affresco del Bronzino col Martirio di San Lorenzo, la tomba del musicista di cappella Francesco Landini, la pala di Annigoni San Giuseppe falegname col Bambino Gesù, un'altra ben restaurata pala del Rosso Fiorentino Lo sposalizio di Maria e Giuseppe; opere che abbiamo visto nel loro pieno splendore grazie anche alla bella mattinata, serena e soleggiata.

Questa visita, come sempre, ha arricchito il nostro bagaglio culturale.

Segue il consueto del filmato della visita del nostro regista Mauro (Cocchi) che trovate qua.

 Come al solito ringraziamo, per le loro fatiche, Massimo per la guida, la descrizione e le foto e Mauro per il filmato.




venerdì 18 febbraio 2022

Incontro del 16 Febbraio 2022

Mercoledi sembrava proprio che questo covid avesse finalmente deciso di togliersi di torno forse perchè eravamo in tanti e per qualche mascherina in meno. Diversi che da un pezzo non si vedevano.
Piccolo problema il nostro "nuovo" caffè Rivoire era inspiegabilmente chiuso. Dopo una lunga discussione, dato che eravamo  "tanti",  Perseo avrebbe avuto problemi ad accoglierci. Abbiamo deciso di andare a prenderlo da "Sophia Loren" perché "grande"….Siamo riusciti a fare una grande confusione anche li e tutto sommato era meglio il Perseo. Lato positivo la passeggiata di trasferimento.
Massimo ha poi investigato è ha saputo il motivo della chiusura di Rivoire :  "La spiegazione è semplicemente uno spostamento del turno di riposo settimanale… perché il consueto giorno di chiusura (lunedì) coincideva con la "solennità" di San Valentino (commercialmente parlando più conveniente restare aperti); quindi ieri hanno recuperato il mancato giorno di riposo."

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Mercoledi prossimo 23 Febbraio ci troviamo alle ore 10 in Piazza SS Annunziata per prendere il caffè al vicino Bar Robiglio e programmare  i prossimi incontri


giovedì 3 febbraio 2022

Incontro del 31 Gennaio 2022: Visita al Museo Stefano Bardini.

 

Massimo ci descrive così la visita :

Nel pomeriggio di lunedì 31 gennaio 2022 si è svolta la programmata  visita al Museo Bardini in Piazza dei Mozzi: partecipato da otto persone, compreso lo scrivente (vedere foto da me scattata)  (Foto 01)

Questo museo, nell'edificio fatto costruire nel 1880 dall'antiquario Stefano Bardini (Pieve Santo Stefano, 1836-Firenze, 1922) come sua abitazione e atelier di commercio antiquario, passò al Comune di Firenze, con le collezioni in esso contenute, nel 1923 per lascito testamentario del Bardini stesso, che ne costituì un pregevole Museo.

Recentemente restaurato e riallestito, (Foto 02)


 comprende ricche collezioni di quasi tutte le arti, dalla scultura in marmo e pietra alla decorazione lapidea, ancora sculture e decorazioni in legno, mobilio d'epoca, tappeti, armi e quant'altro offerto anche dall'artigianato, attraverso i secoli compresi tra Trecento e Cinquecento.

Per la scultura in marmo, il pezzo forte è sicuramente la" Carità" di Tino di Camaino (Siena, 1285 ca. - Napoli, 1337)  (Foto 03)


 

 e un "San Girolamo" in cattedra attribuito al comasco Giovanni Buora (Osteno, Como, 1450- Venezia, 1513) (Foto-04).


 Moltissimi sono i reperti lapidei quali stipiti, colonne, basi leonine, architravi, in pietra o marmo, vere da pozzo, sarcofagi, vasche e acquasantiere.

Copiosa è pure la presenza di statue lignee e decorazioni; le sale spesso hanno soffitti a cassettoni provenienti da demolizioni di edifici quattrocenteschi.

Per la pittura, è famoso il quadro di Antonio del Pollaiolo (Antonio Benci detto, Firenze, 1431-Roma, 1498) raffigurante "San Michele e il drago" (Foto 05)

     


 al quale fanno seguito altri dipinti notevoli quale "Atlante che sorregge il mondo" del Guercino (Giovan Francesco Barbieri detto il, Cento, Ferrara, 1591-Bologna, 1666)  (Foto 06).


 Nel riallestimento del Museo, uno spazio è riservato al bronzo originale del "Cinghiale" di Pietro Tacca (Carrara, 1587-Firenze, 1640), (Foto 07) 


 il cosiddetto "Porcellino", assieme alla base originale e ad una sua successiva copia.

Una pecca del museo, un po' comune a tutti quelli civici, è la esiguità dei cartellini o didascalie delle opere esposte, limitate il più delle volte a quelle maggiori, ma con troppa trascuratezza per le altre.

Altro demerito è la mancata fruibilità della Galleria Corsi, costituita da 600 opere di epoche, autori e scuole diverse (dal sec. XII al sec. XIX) donata al Comune di Firenze nel 1937 dalla Sig.ra Fortunata Carobbi vedova Corsi, e depositata al secondo piano del palazzo.

Il filmato del nostro "regista" Mauro Cocchi (Foto 08)


  (vedere selfie con la "guida") evidenzierà l'ampiezza delle sale e la ricchezza degli allestimenti.

Il Museo Bardini è, se vogliamo, di nicchia, non compreso  nei tour mordi e fuggi alla moda di oggi, ma che sicuramente merita di essere visitato da tutti.

 Qua trovate il bellissimo filmato della visita di Mauro (Cocchi).

Come al solito ringraziamo Massimo e Mauro (Cocchi).

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Prossimo incontro in Piazza della Signoria 16 Gennaio ore 9.30.


giovedì 13 gennaio 2022

Incontro del 12 Gennaio 2022 e .. la prima dieta della mia vita.

Con e .......

...senza

Il caffè lo abbiamo preso al Perseo, il nostro bar preferito era in ferie.
Nell'aggiungere  lo zucchero al caffè ho accennato che stavo iniziando una dieta. La mia prima dieta della vita. Così siamo entrati  nell'argomento.

Sono sempre stato scettico sulle diete. Questa volta dopo qualche settimana di d'informazioni su alcuni libri e soprattutto dopo diverse ore di ricerca su PubMed (data base pubblicazioni scientifiche US)  (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov ) dove non ho trovato nessun articolo contrario alla dieta che mi interessava, solo molti positivi. A questo punto ho cominciato a crederci un po'. La dieta mi interessa non per dimagrire ma per i suoi tanti benefici (quasi tutti testati in laboratorio). Oltre alla perdita di peso i principali vanno dalla riduzione del rischio di malattie degenerative e in particolare quelle neurodegenerative a vari tipi di cancro. Dalla riparazione cellulare alle malattie cardiovascolari.

Il principio di base consiste nel controllo del tasso d'insulina nel sangue. Nei paesi sviluppati molti di noi mantengono alti valori d'insulina che impediscono l'attivazione della chetosi…. La chetosi è un'altra modalità di fornire energia ai muscoli e soprattutto al cervello (che la "preferisce" rispetto a quella basata sugli zuccheri). L'argomento è particolarmente complesso e non voglio banalizzarlo adesso.

Mi prendo la responsabilità di suggerirvi d'informarvi in modo serio.

La dieta di cui sto parlando è la dieta ketogenica associata a quella del digiuno intermittente.  Non spaventatevi dalla parola digiuno non occorre in realtà digiunare. Oltre alla dieta io associo il movimento quotidiano (passeggiata veloce almeno di 8000 passi). Questo ci può aiutare a vivere meglio.

Se desiderate altre informazioni lasciate un commento o inviateci una  email.

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Mercoledi 19 Gennaio alle ore 10 ci troviamo al Torrino di Santa Rosa per organizzare i prossimi incontri.

 

 

sabato 1 gennaio 2022

Incontro del 29 Dicembre 2021: Visita all'Opificio delle Pietre Dure

 


 Massimo ci descrive così la visita all'Opificio:

 Il motto della visita di oggi all'Opificio delle Pietre Dure può essere: "pochi ma buoni"; eravamo solo in cinque contro i diciannove partecipanti della precedente visita allo stesso Opificio del 28 febbraio 2018. 

Stranamente, il numero dei visitatori di questo museo di nicchia era nettamente superiore al consueto, costituito prevalentemente da nuclei familiari.

"Arte e Natura potrebbe essere il motto di questo singolare Museo, dedicato a creazioni di pietre dure dove la finezza artistica fa a gara con lo splendore dei materiali", così scrive Annamaria Giusti nel libro Museo dell'Opificio delle Pietre Dure - Guida Ufficiale, edito da Sillabe, Livorno, 2007.

L'allestimento del Museo, completato nel 1995, conduce piacevolmente il visitatore attraverso la storia dell'Opificio, dalla sua fondazione nel 1588 per volontà del granduca Ferdinando I, per potenziare l'arte del "commesso" in pietre dure, per proseguire nel periodo lorenese fino all'Ottocento, quando cominciò il declino di questo costosissimo genere di artigianato.

Le opere più importanti prodotte dall'opificio, nei secoli, sono esposte nei musei fiorentini (prevalentemente a Palazzo Pitti), ma anche nelle regge estere, tanto fu il successo di quest'arte; comunque quanto esposto nell'Opificio ben illustra l'altissimo livello tecnico-artistico raggiunto in quest'arte. Impressionante è il confronto tra il "quadro" realizzato in pietre dure e il dipinto che fa da modello (molti di questi in epoca lorenese, del pittore  Giuseppe Zocchi) .

Soggetti di queste opere sono spesso di genere, oppure paesaggistici, floreali, animali, nature morte, racemi, eccetera.

 Nel 2020, il Museo ha ricevuto una donazione dalla marchesa Donatella Torrigiani Torelli, già appartenente alla sua famiglia materna Venturi Ginori Lisci; si tratta di un piano per tavolo definito come soggetto "Paesaggio con civetta e uccelli", 


una vera meraviglia del tempo del granduca Ferdinando II, quindi prodotto in pieno XVII secolo.

Questo il Museo. Per quanto concerne l'attività dell'Opificio oggi, possiamo dire che è essenzialmente dedicato al restauro delle opere lapidee ed amministrato in un unico ente con l'altro prestigioso Gabinetto dei Restauri degli Uffizi. Ovviamente l'Opificio è anche ente di formazione per gli artigiani del "commesso" e i prodotti delle esercitazioni compiute dagli allievi sono messi in vendita.

Purtroppo, un inopinato ritardo di oltre cinquanta minuti di un autobus, ci ha fatto mancare il nostro insuperato regista Mauro Cocchi; lo scrivente ha cercato di sopperire alla meglio con qualche filmatino, poi ricomposto dal regista.

Si conclude con questa visita nel piccolo Museo, che stupisce per le opere esposte di un raro e stupendo artigianato (ma chiamerei piuttosto arte con la A maiuscola) la serie delle uscite turistiche di Quelli del Pignone, per quest'anno, compiute nonostante le difficoltà del periodo pandemico che stiamo vivendo.

Qua trovate il bel filmato della visita, le riprese sono di Massimo il montaggio del nostro Regista Mauro (Cocchi). Ringraziamo entrambi per la  loro continua collaborazione.


giovedì 16 dicembre 2021

Incontro del 15 Dicembre 2021.

 


Ultimo incontro ufficiale prima del Natale e scambio degli obbligatori Auguri …
Buona partecipazione tenuto conto della giornata fredda.

Renato con la sua immancabile bicicletta si è materializzato proprio nel momento della foto …

 

Arturo ci ha portato delle copie del suo bel libro "La cooperativa di Consumo del popolo del Madonnone" che descrive come: "Una breve attività lavorativa prima degli oltre 30 anni al Nuovo Pignone" il libro stampato,  non in vendita,  dall'Unicoop di Firenze, è stato presentato in un conviviale incontro culturale. Appena possibile metteremo on-line la versione in PDF del libro.

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Mercoledi 22 Dicembre alle ore 10 ci troviamo al Torrino di Santa Rosa per organizzare i prossimi incontri.

sabato 11 dicembre 2021

Pranzo di Natale 2021: 9 Dicembre 2021

 


Questo era il settimo pranzo di Natale di "Quelli del Pignone". L' anno scorso abbiamo dovuto "saltare" ma diversi di noi sentivano proprio il bisogno. Un pranzo insieme è un vero beneficio per la nostra salute mentale come tutto quello che è vera socialità. Lo conferma il benessere che proviamo anche dopo.  

A causa del Covid il Circolo aveva fissato un numero massimo di partecipanti e si è dovuto insistere non poco per portarlo a 30 per poi essere in 31. Purtroppo diversi colleghi non hanno potuto partecipare e ci dispiace.

Numerosa la  partecipazione del "gentil sesso" superiore a quella dei pranzi precedenti. Le Signore hanno deciso di riunirsi ad un tavolo … e hanno subito "socializzato".

Per l'atmosfera del pranzo dovete vedere il filmato di Mauro (Cocchi). 

Personalmente gradisco molto anche la passeggiata digestiva del rientro a Firenze quei 5-6 Km passano presto e anche questo contribuisce alla nostra salute e farci sentire meglio.


 Propongo d'istituire oltre al "Pranzo di Natale"  anche un altro, a Giugno magari al Torrino di Santa Rosa. Fin da adesso proviamo a dargli un nome.     

Concludo con un invito ai nostri ex-colleghi che non lo hanno fatto a partecipare ai nostri incontri …

Qua trovate il bellissimo Filmato del Nostro Regista Mauro (Cocchi) integrato con il contributo di Massimo che ha fornito anche le foto. Il filmato rende bene come dicevo l'atmosfera del pranzo. Ringraziamo Mauro (Cocchi), che quasi non ha potuto pranzare per fare le riprese e Massimo per il loro contributo.

sabato 4 dicembre 2021

Visita alle Cappelle Medicee 1° Dicembre 2021.

 


 Massimo descrive così la visita:

In una tipica, piovigginosa giornata di fine autunno, si è svolta la programmata visita alle Cappelle Medicee, che come è noto si compongono della Sacrestia Nuova di San Lorenzo e della Cappella dei Principi.

La Cappella dei Principi è il sepolcreto dei Medici del ramo granducale da Giovanni dalle Bande Nere fino all'ultimo granduca di Toscana di questa famiglia, Gian Gastone, le cui tombe sono collocate nella cripta della cappella assieme a quelle di alcune consorti e altri membri di questo ramo de' Medici. Nella Cappella dei Principi propriamente detta, innalzata nel XVII secolo, sono disposti  i sarcofagi monumentali (ma vuoti) dei primi sei granduchi. La Cappella è formata da un'aula ottagonale di grandi dimensioni, dalle pareti rivestite di preziosi marmi e ricche di decorazioni in "commesso" eseguite dall'Opificio delle Pietre Dure di Firenze e che danno all'ambiente una severa grandiosità confacente ad un sepolcreto.

La Sacrestia Nuova di San Lorenzo (eretta tra il 1520 e 1534) rappresenta ad un tempo il Michelangelo architetto e scultore; lo scultore nelle tombe di Lorenzo de' Medici duca d'Urbino e di Giuliano de' Medici, duca di Nemours e zio del precedente, con le celebri quattro statue giacenti: il Giorno, la Notte, il Crepuscolo e l'Aurora (la tomba di Lorenzo il Magnifico e del fratello Giuliano, purtroppo, non fu mai completata); l'architetto nella ariosa, elegante e armoniosa struttura della cappella.

Non v'è il Michelangelo pittore, ma una delle statue ha dato l'esca per un saggio del Michelangelo poeta: La Notte, una delle più belle statue al mondo, sempre ammirata sin dal suo nascere, tanto che l'erudito fiorentino Giovanni di Carlo Strozzi espresse il suo entusiasmo col comporre la seguente quartina:

 La Notte che tu vedi in si dolci atti /  dormire, fu da un Angelo scolpita / in questo sasso e, perché dorme, ha vita: / destala, se nol credi, e parleratti !

 Venutane Michelangelo a conoscenza nel 1540, ormai ritirato a Roma, rispose "per le rime" con la celebre quartina:

 Caro m’è il sonno e più l’esser di sasso, / mentre che ‘l danno e la vergogna dura; / non veder, non sentir, m’è gran ventura; /  però non mi destar, deh, parla basso.

La visita di oggi replica quella già fatta dal Gruppo Quelli del Pignone il 2 aprile 2014, guidata da Arturo Ranfagni e descritta nel suo Giornalino n° 31 (da leggere per la dettagliata descrizione delle opere d'arte); alcune novità si sono aggiunte in questi anni trascorsi da me descritte in un mio quaderno di "Appunti" qui allegato.

 

Luca Buttafuoco consiglia, per approfondimenti sulle tombe medicee il libro di Donatella Lippi, scaricabile gratuitamente al seguente link

https://fupress.com/catalogo/illacrimate-sepolture/460

Gli otto partecipanti alla visita di oggi (vedere foto di gruppo all'interno della Sacrestia Nuova) hanno mostrato un notevole entusiasmo per questo particolarissimo museo, sia pure di nicchia tra i monumento di Firenze, ma non per questo meno importante.

Il filmato del nostro Mauro Cocchi saprà meglio di me trasmettere lo spirito e la bellezza di questi luoghi, il cui basso flusso turistico lo rende ancora più apprezzabile.

Qua trovate il bel filmato di Mauro (Cocchi).

Eugenio Stefani ci ha inviato le foto che seguono:



 Ringraziamo Massimo, Arturo e Eugenio per la loro collaborazione.

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Gli ex colleghi che si sono iscritti per il "Pranzo di Natale" del 9 Dicembre e non che non hanno ancora ricevuto l'email con le informazioni per la partecipazione, sono invitati a farlo presente per E-mail. ( Giovanni Mariani ha la casella di posta piena e non è possibile raggiungerlo..)  



venerdì 19 novembre 2021

Quelli del Pignone: Incontro di Mercoledì 17 Novembre 2021 e preannuncio del Pranzo di Natale

 

Altro piacevole incontro, con finalmente una bella giornata dopo quelle tipiche uggiose di novembre. Solite chiacchiere inevitabilmente monopolizzate dalla presenza di Stefano (Bartolozzi), ma va bene così.
La fine degl'incontri riservano spesso altri piacevoli momenti nei vari gruppetti al ritorno verso casa o al Bus. Non è mancato l'arrivo del nostro ritardatario compulsivo Francesco (Lombardi) con solo 2 ore e 15 min di ritardo.  

 Il 9 Dicembre ritorna il consueto Pranzo di Natale occasione per rivedere i colleghi più lontani o più impegnati.
Gli iscritti a "Quelli del Pignone" riceveranno l'email con le istruzioni. Chi non fosse ancora iscritto può farlo inviando un'e-mail a quellidelpignone@gmail.com . Il numero dei partecipanti è limitato quindi chi è interessato comunichi la sua partecipazione prima possibile rispondendo all'e-mail dell'annuncio. 

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Mercoledi prossimo 24 Novembre ci incontriamo alle ore 10.00 al Circolo della Rondinella, presso il Torrino di Santa Rosa ....


lunedì 1 novembre 2021

Seconda visita alla città di Pisa 27 Ottobre 2021

Ecco come ci descrive Massimo la visita a Pisa:

 Abbiamo concluso la seconda visita a Pisa.

Seguito il programma già pubblicato, salvo il Museo di San Matteo, che per inagibilità non l'abbiamo visto; prevedendo questa possibilità, abbiamo visitato altre chiese di interesse storico artistico.

Interessante questa puntata anche per le passeggiate per il centro della città, normalmente snobbate dai "tour operator".

Il nostro insuperabile Mauro Cocchi ha ripreso con la sua macchina i momenti e le visite più significativi della giornata.

Clima magnifico come come sempre, secondo la nostra consuetudine.

Sebbene, come foto e filmato testimoniano, il gruppo dei partecipanti  sia di solo cinque persone l'entusiasmo  e l'allegria non sono mancati.


 

Ancora una volta ringraziamo Massimo per la perfetta organizzazione e  guida, Mauro (Cocchi) per il bellissimo filmato obbligatorio guardarlo (Cliccare qui).

 

 

 Eugenio Stefani ci ha inviato delle foto della prima visita a Pisa che trovate Cliccando qui 

Ringraziamo Eugenio per il suo contributo