Segue la recensione di Massimo dell’incontro:
All’incontro a metà mese di agosto dell’anno scorso eravamo in undici (vedi a pagina 25); quest’anno, come vediamo sopra, siamo ben in tredici! Un record, se pensiamo alle alte temperature raggiunte in questi giorni; una quarta ondata di calore di questa lunga estate calda che da diversi giorni raggiunge temperature massime attorno o superiori ai 38° C.
L’incontro è stato, come sempre piacevole, nonostante il clima, sopportabile nelle prime ore del mattino. Vivace e polemico, come sempre, non sono mancati accenni a ricordi del passato e dei colleghi.
A proposito dei colleghi posso dire, concordemente con altri presenti stamattina, che dobbiamo lamentare l’assenza a quest’incontro mensile in piazza dei pensionati recenti; forse si sta perdendo, negli ambienti di lavoro, il senso di appartenenza ad una stessa realtà lavorativa che induce a far scaturire il concetto di gruppo.
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Aggiungo l’invito personale a partecipare agli incontri ai nuovi colleghi che si erano recentemente aggregati. L’assenza dei quali a quest’incontro ritengo dovuta al periodo estivo come è nel mio caso. Per scusarmi vi allego una cartolina (primi anni del '900) dal mio luogo di “svernamento” estivo.
Mauro Cappelli


2 commenti:
CAMBIARONO I TEMPI MA ANCHE IL CLIMA...
Finché negli ambienti di lavoro sussisteva un clima di serena co-operazione e, perché no, di gioiosa convivenza, ci sentivamo più compagni di scuola che colleghi di lavoro. Avevamo una socialità extra lavoro che coinvolgeva dipendenti e famiglie con sport, gite sociali, eventi come la Befana per i figli dei dipendenti, veglioni di fine anno, mostre di foto, pittura, modellismo, ecc. ecc.
C’è ancora tutto questo?
E ci ricordiamo il clima “democratico”, amichevole e confidenziale che c’era anche fra personale ordinario e dirigenti? La loro compartecipazione era attiva in tutte le suddette attività.
Ma quanto è durato?
Dopo la metà degli anni ’90 iniziò quello che tutti sappiamo: iniziò in molti dei colleghi più recenti (forse per soggezione?), il chiudersi nel proprio guscio, distaccandosi lentamente dalle suddette attività. Il clima nei vari reparti stava mutando; un po’ tutti ci sentivamo osservati ed il cameratismo dei “vecchi” colleghi veniva recepito sempre meno dai giovani: quel bel clima di socialità andò smorzandosi fino a morire.
Prima, ognuno di noi era”tanti, tutti”. Dopo, ognuno è diventato “uno”.
Così, penso che non vedremo mai, fra di noi in Piazza, chi ci ha sostituiti (forse, il Pilota è stato l’ultimo).
Carlo G.
Carlo, la tua analisi è profonda. Penso proprio che rispetti l'involuzione via via crescente dei rapporti umani.
Forse, con le generazioni prossime può anche darsi di vedere il risorgere ci certe confidenzialità e associativita': corsi e ricorsi della storia?
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