Incontro di metà mese … sempre stimolante, socialità genuina.
Dopo la fine della carriera lavorativa, mantenere vivi i legami con ex colleghi e amici di lunga data diventa un antidoto potente contro l’isolamento, la malinconia e il senso di inutilità. L’incontro, diventa occasione per rievocare esperienze comuni, sentirsi ancora parte di un tessuto condiviso e alimenta la memoria collettiva di un’intera generazione.
Primo incontro, per me, al ritorno dalla consueta “migrazione” estiva. Ne sentivo proprio il bisogno, dopo quasi 3 mesi di assenza. Come accade ormai da anni la “migrazione” comporta una benefica vera e propria riprogrammazione mentale. Dalla posizione degli oggetti alle relazioni personali e sociali.
A Firenze, dove si vive quasi totalmente nell’anonimato, lassù dove nessuno è anonimo tutti sanno quasi tutto di tutti e quasi mai capita d’incontrare uno sconosciuto. Ogni incontro per strada implica una più o meno lunga conversazione, che a me a volte pare quasi inutile e per mia moglie necessaria; comunque è un po’ ritornare alla “vita di una volta”. I nostri incontri in piazza sono qualcosa di simile alla socialità di una volta anche se tenuti in una piazza caotica.
Ritrovarsi tra vecchi colleghi non è soltanto un modo di passare il tempo, ma un vero e proprio investimento sulla salute mentale e fisica. L’uomo, a ogni età, resta un animale sociale. Per questo coltivare la socialità, con continuità e con creatività, rappresenta una delle forme più concrete di longevità attiva. Chi partecipa ai nostri incontri se ne accorge subito: si esce più leggeri, più vivi, più motivati. Chi può partecipi e sarà il benvenuto!

5 commenti:
Mauro, complimenti davvero per il post.
Hai descritto in maniera impeccabile e sintetica l'antitesi tra campagna e città per quanto riguarda le relazioni fra le persone, lasciando intuire che il Gruppo degli ex-colleghi è in pratica assimilabile a un villaggio di campagna dove tutti si conoscono e dove tutti parlano con tutti …
Vincenzo Toscano
👏🏻👏🏻👏🏻
Mauro, non si può commentare meglio di quanto fatto da Vince.
Non posso che associarmi al commento di Vincenzo.
Aggiungerei che anche in città, sebbene in complesso ci sia più anonimato, a livello di quartiere si può osservare un comportamento tra le persone un po' simile a quanto si riscontra nei piccoli borghi.
Concordo con Massimo. In questo caso,il quartiere, la socialità, il legame va costruito attraverso la conoscenza che vuol dire anche fare cose insieme, condividere ricordi, fatti. Quelli del Pignone condividono il Pignone e questo è molto quasi l'esperienza di una vita. Cosi nei paesini condividono tante conoscenze tra loro e di loro. in città è un po' difficile iniziare a condividere = socializzare, persone come me hanno difficoltà a iniziare un discorso con uno sconosciuto. Persone come mia moglie invece riescono a comunicare anche con un lampione....Coltiviamo e condividiamo le tante cose che abbiamo e facciamo insieme come quelli del Pignone. Siamo coscienti del loro valore.
Mauro, ...un breve commento al tuo post......Stupendo.
Aggiungo :la compattezza del gruppo dopo ben "Mezzo Secolo" è ancora intatta e il "collant" sono le chiacchiere in piazza e gli incontri culturali.
Saluti a tutti quelli che ci seguono nella "penombra".
by Gigi
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